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Cade la mannaia sulle Poste, in provincia addio a otto uffici

Cade la mannaia sulle Poste, in provincia addio a otto uffici

Lucca: alle organizzazioni sindacali reso noto il piano, che colpisce in particolare le colline capannoresi ma anche due località della Media Valle. In altri sei casi ci sarà una riduzione dell’orario d’apertura

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LUCCA. Otto uffici postali spariranno nella provincia di Lucca, cinque nel Capannorese, due in Media Valle del Serchio e uno a Camaiore, mentre altri sei sedi tra la Valle e la Piana saranno razionalizzate, ovvero una riduzione dei giorni di apertura alla settimana. È quanto è emerso dall'incontro di ieri mattina a Firenze tra i vertici dell’azienda e i sindacati di categoria.

Poste Italiane ha comunicato alle organizzazioni sindacali il piano di chiusure e razionalizzazione del servizio previsto a livello nazionale. Una decisione che rischia di creare forti disagi agli utenti, soprattutto alle persone più anziane, costretti a spostarsi all'ufficio più vicino per effettuare pagamenti e riscuotere la pensione. Un provvedimento stigmatizzato da Cgil, Cisl e Uil, contrari alla chiusura degli uffici postali che secondo le parti sociali rappresentano un importante presidio territoriale.

«Queste chiusure si riferiscono al piano 2013 e 2014 – dice Marco Tortelli segretario della Slp-Cisl – non si escludono altri tagli nel piano del 2015». La “mannaia” si è abbattuta in modo particolare sui paesi collinari.

Questi gli uffici che chiuderanno i battenti: San Ginese di Compito, Pieve di Compito, Lappato, Vorno e San Colombano nel territorio capannorese; Mologno e Castelvecchio Pascoli nella MediaValle; Valpromaro nel comune di Camaiore. Nel caso di Mologno, Pieve di Compito, San Colombano e Valpromaro si tratta di uffici aperti sei giorni su sei.

Riduzione dei giorni di apertura invece per uffici postali di San Romano Garfagnana, Sillano, Vagli di Sotto, Filecchio, Vinchiana e Matraia.

In particolare S. Romano passerà da 6 a 3 giorni, da 4 a 3 giorni a Sillano e Vagli, da 3 a 1 a Filecchio e Vinchiana, da 2 a 1 a Matraia.

Dura presa posizione da parte delle tre sigle sindacali di categoria Slp-Cisl, Slc-Cgil e Uil-Poste che oggi invieranno una lettera ai sindaci dei comuni interessati per informarli sul piano varato da Poste. Le parti sociali auspicano una discesa in campo dei primi cittadini e l'apertura di una trattativa con l'azienda per scongiurare le chiusure. Intanto i sindacati, che a breve convocheranno una conferenza stampa, annunciano iniziative congiunte e una mobilitazione che potrebbe portare anche ad organizzare sit-in e scioperi.

Tra il 2012 e il 2013 nel Capannorese sono già stati soppressi gli uffici postali di Ruota e San Gennaro (in questo caso sopperito con un punto “Ecco Fatto”). Un duro colpo quindi per il territorio. «La mia posizione è netta e chiara sul piano di Poste di chiudere gli uffici postali, soprattutto nelle colline – ha scritto il sindaco Luca Menesini sul suo profilo Facebook – dico no e chiedo ai sindaci della Piana e della Valle del Serchio di fare altrettanto».

Non è escluso che si possa dare vita ad una task force contro il piano di razionalizzazione dell'azienda. Secondo l'Anci, l'associazione dei comuni, potrebbero essere circa 80 gli uffici postali in Toscana interessati dal piano industriale di Poste spa che prevede la cancellazione o il ridimensionamento di quasi mille sedi in tutto il territorio nazionale. «A distanza di pochi anni dall’intesa del 2012, che portò ad un piano di razionalizzazione condiviso, si torna ora a rimettere in discussione la distribuzione sul territorio degli uffici postali, spesso presidi essenziali per tanta parte della popolazione, soprattutto per chi abita lontano dai grandi centri - afferma la presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti - Comprendiamo le ragioni di Poste riguardo il contenimento della spesa, ma non è accettabile che questo vada a discapito della qualità della vita dei cittadini, in particolare dei più anziani. Ci sono soluzioni alternative».

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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