Sicurezza
«Ricordo la data incriminata perché legata alla segretaria»
LUCCA. Era stato tirato in ballo dal legale di Marco Chiari in più di una circostanza e soprattutto nell’arringa difensiva. Lo accusavano di aver sostenuto in aula che l’ex superassessore era...
LUCCA. Era stato tirato in ballo dal legale di Marco Chiari in più di una circostanza e soprattutto nell’arringa difensiva. Lo accusavano di aver sostenuto in aula che l’ex superassessore era presente al momento della votazione sui posti auto all’Officina della Latta per ripicche e gelosie interne alla giunta Favilla. Lui, l’ex assessore Elio Cappellini, si difende sostenendo di aver riferito quanto era a sua conoscenza favorito nel ricordo di quel giorno dalla ricorrenza (un anno esatto) dell’insediamento della segretaria generale: «Credo fermamente nella presunzione di non colpevolezza fino all'ultimo grado di giudizio e nel diritto di difesa. Ma quando stralci della - più che legittima - strategia difensiva finiscono sulla stampa rischiando di gettare discredito su chi sta soltanto facendo ciò che ogni cittadino per bene deve fare, ovvero il testimone, penso sia doveroso intervenire. Ho sempre pensato che i processi debbano essere fatti solo nelle aule di giustizia e per questo fino ad oggi ho scelto il silenzio.
«Ma se mi si accusa di essere mosso da livore personale per aver narrato fatti documentali provati, non è più solo un problema di attendibilità del teste: è tutela della mia dignità personale. Stando ai fatti non ho mai avuto la delega ai varchi telematici in quanto la stessa era correlata all'assessorato al traffico e non a quella al personale o alla sicurezza: non mi è stata tolta il 7 marzo 2011, non si può revocare ciò che non si è mai concesso. A quella data i varchi erano già attivi.
«Circa la presunta settorialità della mia memoria, a volte ci sono casi o coincidenze che rendono più difficile dimenticare che ricordare quanto accade a una certa data: infatti l'8 marzo 2011 era un anno esatto che la segretaria generale era arrivata a Lucca, e all'inizio di quella giunta ricordai questa coincidenza di date anche alla segretaria. Questa è la verità di un teste non smentibile. I processi si fanno nelle aule di giustizia. E in quella sede l'imputato non sono io. Devo contribuire a ricostruire una realtà storica, l'ho fatto come ogni cittadino per bene deve fare».
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