Il Tirreno

Lucca

Casermette, da salvare le attività istituzionali

di Barbara Antoni

Mungai (Zecca): «Eccellenze da conservare, questione sfuggita al sindaco»

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LUCCA. «Non mi pare positivo che l’amministrazione comunale metta in dubbio la sede della Fondazione Antica Zecca: è il Comune che gliel’ha assegnata nella casermetta San Donato. Se accadesse, dovrebbe subito trovarle una nuova sede. Come del resto il bando sulle casermette mette a rischio la sede della Fondazione (e del Centro Studi, ndr) Puccini nella casermetta San Colombano: sono entrambe fondazioni partecipate dal Comune, verso le quali questo si è impegnato. Ritengo che la faccenda del bando sia sfuggita di mano al sindaco Alessandro Tambellini: che sia la sua volontà politica di togliere le sedi alle due fondazioni ce lo venga a dire lui».

Franco Mungai parla in doppia veste: come rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio (della quale è direttore tecnico) nella Fondazione Antica Zecca di Lucca e come vicedirettore della Fondazione Puccini. E in doppia veste critica aspramente i contenuti e i possibili effetti del bando, dove la casermetta San Colombano è già nel gruppo di quelle da riassegnare mentre sulla casermetta San Donato l’ipotesi di una messa a bando successiva è arrivata dal direttore dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana. In questo caso, si tratta di un immobile assegnato senza scadenza: è scritto a chiare lettere nello statuto della Fondazione Antica Zecca, costituita nel dicembre del 2007. In base a quanto concordato, alla fondazione spetta la manutenzione ordinaria dell’immobile, quella straordinaria al suo proprietario, cioè il Comune.

«Lucca - dice Mungai - deve conservare le sue eccellenze, come la Fondazione Antica Zecca: la sua sede non può essere considerata tra quelle da mettere a bando; il suo presidente, Alessandro Colombini, è nominato dal Comune».

Il bando è tutto da cestinare oppure ha contenuti e intenti da salvare? Come la pensa Mungai?

«Finché si dice che ci sono attività e assegnazioni da rivedere, come la casermetta Santa Maria affidata al Circolo del Bridge o la casermetta Santa Croce affidata all’Assoarma capisco che vadano regolamentate. Inoltre, non condivido alcune occupazioni».

Ad esempio?

«La sede dell’Opera delle Mura è nella casermetta San Salvatore. Ma a cosa serve l’Opera delle Mura? Se a Lucca abbiamo un centro studi sulle Mura come il Ciscu, l’Opera delle Mura mi pare non abbia senso. In fondo non fa che gestire i soldi che il Comune le dà per la manutenzione del verde sulle Mura. Cosa aggiunge l’Opera col suo ruolo? L’amministrazione le fa gestire la Torre Guinigi: quella gestione sì andrebbe rivista anche in un’ottica di risparmio. Invece la Fondazione Antica Zecca e la Fondazione Puccini non costano niente al Comune».

A suo tempo lei è stato uno dei fautori della costituzione della Fondazione Antica Zecca di Lucca. E ancora oggi fa parte del suo cda. Quale attività è di competenza di questa fondazione?

«La Fondazione tiene aperto il museo dell’Antica Zecca. La parte della vendita delle monete prodotte nel laboratorio è affidata al Collegio dei Monetieri (oggi costituito come Collegio dei Monetieri srl, ndr) che fa parte del consiglio della Fondazione e ha portato in dote il patrimonio che fu di Giuliano Marchetti (magister monetae, tra i fondatori dell’ente, scomparso nel 2012, ndr). Oggi se ne occupa la moglie Rosalba. La Zecca di Lucca fa parte del gruppo delle zecche d’Europa. È la più antica e porta avanti una prestigiosa tradizione di storia e conoscenza, organizza mostre, incontri. È uno dei patrimoni più importanti della città, e l’ha fatta conoscere nel mondo per il suo valore numismatico. Si autosostiene per la sua attività, grazie ai contributi dei soci (il Comune è fondatore di diritto, con il concorso dell’associazione Antico Uffizio della Zecca di Lucca rappresentata in consiglio da Roberto Orlandi, dal Collegio dei Monetieri srl rappresentato da Leonardo Odoguardi, della Fondazione Crl rappresentata da Mungai, dall’Associazione degli Industriali di Lucca rappresentata da Vittorio Armani, dalla Camera di Commercio rappresentata da Marianella Brandani: la maggior parte dei nomi è comparsa sul sito della Fondazione Antica Zecca negli ultimi giorni, ndr). Una parte dei contributi per il sostentamento della Fondazione Antica Zecca arriva dal Collegio dei Monetieri grazie alla sua attività. Ce ne volle a suo tempo per farla partire. Il museo dell’Antica Zecca contiene strumenti rari, come quelli per determinare il peso e quindi il valore delle monete. Ospita una raccolta molto preziosa di medaglie databili tra fine Settecento e Ottocento, oltre a monete molto particolari e a una biblioteca di settore molto fornita. La Fondazione si occupa solo del museo. La parte fiscale è tutta di competenza del Collegio dei Monetieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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