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Alloggi popolari nello scheletro all’Arancio

Alloggi popolari nello scheletro all’Arancio

Ventuno appartamenti dell’area lungo la via Romana potrebbero essere acquisiti dall’Erp

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LUCCA.

A lungo, nei mesi scorsi, si è parlato del grande complesso residenziale mai terminato sorto sui terreni dell’ex Centrolatte, fra la via Romana e la ferrovia all’Arancio. Ora, per almeno una parte di quello scheletro edilizio si apre un futuro imprevisto: essere trasformato in case popolari.

A confermarlo è l’assessore al sociale Antonio Sichi: «È una delle tre proposte che ci sono arrivate all’interno del bando che avevamo emanato, dopo una delibera regionale, per chiedere al territorio se c’erano edifici invenduti o non terminati da acquisire per destinare a edilizia pubblica».

La procedura è questa: la Regione ha messo a disposizione 2 milioni e mezzo per la provincia di Lucca, destinati ad acquistare edifici con determinate caratteristiche da adibire a case popolari. Diversi comuni hanno emanato un bando e, nel territorio di Lucca, sono stati segnalati tre immobili. Uno, sicuramente il più importante, è il più piccolo degli edifici che compone il complesso dell’Arancio, i cui lavori sono fermi da anni. Si tratta di 21 appartamenti, ormai quasi completati, di competenza della fiorentina “Romana Costruzioni”. A questo punto sarà una commissione di Erp a valutare tutte le proposte arrivate in provincia (che non sono poi moltissime) e a individuare quelle da segnalare alla Regione per avere il via libero definitivo. Quando (e se) questo passaggio sarà perfezionato, starà al costruttore finire i lavori e accatastare il tutto (nell’arco di sei mesi) per poi cedere il complesso al Comune. La cifra? Ci si dovrebbe aggirare intorno ai due milioni di euro, andando così a utilizzare gran parte del plafond riservato alla nostra provincia. In cambio, però, si avrebbe la possibilità di dare sollievo a una lista di attesa di oltre 600 persone in cerca di una casa.

Questa operazione, tuttavia, non risolverà il problema degli altri due edifici in costruzione nell’area, due giganti che assommano a oltre 80 appartamenti. In questo caso la società che doveva realizzarli (la pistoiese Lucca Investimenti) è stata dichiarata fallita dieci mesi fa, per la disperazione di tante famiglie che già avevano versato sostanziosi acconti. Bisognerà aspettare, dunque, le decisioni del curatore per vedere questi due scheletri messi all’asta. Sperando di trovare qualcuno che li termini. (l.c.)

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