Finanza
Stadio chiuso, i pugili restano fuori
Il presidente della Lucchese, Andrea Bacci, non mantiene la promessa fatta all'assessore allo sport, Celestino Marchini, e i ragazzi della Pugilistica restano al freddo e non entrano in palestra.
LUCCA. Per la seconda volta in 48 ore i ragazzi della Pugilistica restano fuori dallo stadio Porta Elisa e non possono accedere alla palestra nel ventre del Porta Elisa. Neanche di fronte una promessa scritta - un'email fatta pervenire dall'assessore allo sport, Celestino Marchini, nella quale garantisce il trasloco della Pugilistica dal ventre del Porta Elisa in una ventina di giorni - e a una telefonata fatta dall'esponente la giunta Tambellini nel pomeriggio all'azionista di maggioranza rossonero, il presidente della Lucchese, Andrea Bacci, recede dalle sue intenzioni e nonostante le assicurazioni fornite alle 18,30 del 3 febbraio una ventina di giovani pugili restano al freddo e al gelo. Perché le porte d'accesso rimangono ermeticamente chiuse. "Non ho parole" si limita a dire un amareggiatissimo Marchini che si era impegnato a risolvere in breve la situazione e aveva visionato un paio di siti idonei allo scopo. In tarda serata sarebbe arrivata - ma il condizionale in questi casi è d'obbligo - la notizia che il 4 febbraio la palestra sarà nuovamente aperta per la Pugilistica. Ma a tempo determinato: sembra entro e non oltre il 22 febbraio. Se entro quella data i pugili non hanno un'altra sede resteranno fuori sino alla fine della stagione.
Ma ormai tra l'amministrazione e il proprietario della gloriosa società calcistica è guerra senza esclusione di colpi. E stavolta l'imprenditore di Rignano sull'Arno, amico del babbo del premier Matteo Renzi, rischia di restare isolato perché almeno alcuni soci lucchesi non paiono essere d'accordo sulla sua intransigenza e dopo una riunione svoltasi la sera del 2 febbraio avrebbero deciso di ridurre la loro partecipazione societaria nel club.
La querelle. Il caso della Pugilistica Lucchese - remake dell'anno scorso quando l'allore assessore allo sport, Massimo Tuccori, proprio sul punto si dimise dopo che per 51 giorni venne negato l'accesso all'associazione sportiva di boxe - era iniziato la sera del 2 febbraio quando il tecnico Giulio Monselesan aveva trovato la porta sbarrata e l'accesso alla palestra negato ai pugili di fatto costringendolo ad interrompere l'attività.
Qualcuno aveva tolto la maniglia alla porta bloccandola anche dall’interno. "Bacci si è spinto oltre rispetto a quanto capitato nel dicembre 2013: negando l’accesso ha impedito l'utilizzo di tutta l’attrezzatura dei pugili lucchesi".
Le cause. L'atto di forza deriva delle promesse non mantenute da parte del Comune che avrebbe dovuto spostare la Pugilistica altrove. Ovviamente lo staff della Pugilistica Lucchese si e’ mosso confrontandosi subito con l’assessore allo Sport Marchini che dopo aver contattato Bacci gli ha chiesto di dare la possibilità ai boxer di allenarsi per altri venti giorni in maniera da sistemare in altra sede l'associazione. Tutto sembra volgere al sereno e invece Bacci ha preferito proseguire con la linea dura.
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