Il Tirreno

Lucca

Casermette, un summit per varare modifiche

di Marco Innocenti
Casermette, un summit per varare modifiche

Riunione all’Opera in previsione dell’incontro di venerdì con le associazioni. In discussione canoni di affitto, ruolo di sedi istituzionali e situazione della Zecca

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LUCCA. Modifiche in vista nel bando per la concessione delle casermette. Il sindaco, Alessandro Tambellini, si è reso conto che le incongruenze fatte presenti da più soggetti, non solo dalle associazioni che finora hanno avuto in uso i locali sulle Mura, sono reali, così come le contraddizioni tra gli intenti del bando e la realtà che potrebbe emergere dalle future assegnazioni.

Lo scopo che l’amministrazione comunale persegue è di far vivere le casermette come luoghi di interesse sociale e culturale, di farle tenere aperte il più possibile, di renderle accessibili a tutti e di farle funzionare anche per servizi come quelli dei bagni pubblici. E si vorrebbe anche che tutte le associazioni interessate partissero con pari opportunità.

Resta però il rischio di costringere a sloggiare punti di riferimento importanti, come il Ciscu, i Lucchesi nel Mondo o il Centro studi Puccini, non salvaguardati in alcun modo nonostante la loro indubbia rilevanza. E, fatti salvi i contratti che disciplinano la concessione di locali al Caffé delle Mura e al ristorante San Colombano, rimane anche il caso della casermetta assegnata, finché dura, alla Fondazione del Museo dell’Antica Zecca.

Il dibattito di questi giorni, accanto alle proteste delle associazioni che rischiano lo sfratto, ha fatto toccare con mano quanto difficile sarebbe tenere conto, come si fa per il Villaggio del Fanciullo, delle attività che la città non può perdere e quanto utopistico diventerebbe il fine di dare a tutti la stessa opportunità.

Di qui la spinta, che arriva in primo luogo dal sindaco, perché si valutino a fondo tutte le possibilità di modificare il bando, in modo da arrivare all’incontro con le associazioni, previsto per venerdì, con proposte migliorative che potrebbero evitare l’altrimenti prevedibile muro contro muro.

Già stamani, in una riunione in programma all’Opera delle Mura, saranno quindi passati al setaccio i problemi emersi dall’attuale conformazione del bando: su tutti il canone di affitto che scoraggia assegnatari vecchi e nuovi. Lo scoglio è il regolamento d’uso delle Mura, risalente al precedente mandato, che questo canone prevede. Ma la linea di indirizzo è quella di ridurlo al minimo possibile. Scelta che certamente farebbe crescere il numero dei partecipanti al bando, tra cui associazioni del volontariato che non possono permettersi spese.

Altri punti in discussione saranno però anche i criteri per tenere conto del ruolo e della storia del Ciscu, dei Lucchesi nel Mondo e del Centro Puccini, mentre si punta a chiarire nei dettagli l’anomala situazione della casermetta data “a vita” alla Fondazione del Museo della Zecca.

Altro obiettivo, non meno importante in assenza di indicazioni precise che il bando avrebbe dovuto contenere, la chiarezza dei criteri di valutazione delle domande, in modo da evitare rischi di discrezionalità che davvero striderebbero con le finalità dell’intera operazione.

A tuonare contro le modalità attuali del bando torna intanto l’ex sindaco e ora consigliere comunale Pietro Fazzi, il quale invita senza mezzi termini il sindaco gestire in prima persona la vicenda: «A complicare tutto c’è l’assurdo regolamento d’uso delle Mura a cui il bando fa riferimento. Si doveva modificare prima di stendere il testo per la gara di assegnazione. E sarebbe stato opportuno portare la proposta in consiglio comunale. Le Mura sono della città, non della giunta».

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