Il dolore
«Sono estraneo alla rissa e al ferimento del segnalinee»
LUCCA. Non ci sta Salvatore La Banca, 26 anni, originario di Cassano allo Jonico e residente nel Compitese radiato dall’Aics in seguito ai fatti verificatisi sabato 24 gennaio al termine della...
LUCCA. Non ci sta Salvatore La Banca, 26 anni, originario di Cassano allo Jonico e residente nel Compitese radiato dall’Aics in seguito ai fatti verificatisi sabato 24 gennaio al termine della partita tra il Massa Macinaia e il Los Macanudos Coreglia. Il calciatore del Massa Macinaia - che in quella partita non giocava ed era semplice spettatore - contesta la decisione presa dall’Aics rivendicando la sua fedina immacolata e nega con forza (ma nessuno, men che meno il Tirreno che si è limitato a riportare la decisione del giudice sportivo) di aver scatenato la rissa o aver colpito il guardialinee Antonio Di Muro, 43 anni, che tra l’altro è un dirigente della sua squadra quindi sarebbe persino illogico pensare che La Banca potesse accanirsi contro di lui. «La punizione presa nei miei confronti dall’Aics è eccessiva. - dice al telefono - Ho sbagliato ad entrare in campo a fine partite, ma sinora mi ero sempre comportato bene, non sono recidivo e non capisco il perché di questo accanimento contro la mia persona. Voglio specificare, come sanno bene i carabinieri (ma, come riportato da Il Tirreno, il profilo penale della vicenda è ancora da chiarire tanto che i militari di Pieve di Compito devono completare i loro accertamenti), che io sono entrato in campo 4-5 minuti prima che il guardialinee venisse colpito. Due dirigenti e il presidente del Massa Macinaia mi hanno letteralmente preso e portato fuori dal campo chiudendomi alle spalle il cancello. Quindi non potevo essere io la persona che ha dato origine alla rissa o che in qualche modo è stato coinvolto nell’aggressione al segnalinee. La responsabilità dei fatti è da attribuire ad altre persone e non a me».(l.t.)
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