Sicurezza
«Bloccheremo il cantiere dell’antenna»
I cittadini impediranno l’accesso al sito di via Fonda fino all’incontro, fissato per domani, con l’assessore Raspini
LUCCA. Bloccare il cantiere almeno fino a domani, quando gli abitanti di Sant'Alessio si aspettano di avere indicazioni chiare dall'assessore comunale all'ambiente, Francesco Raspini. E dunque, non è impensabile immaginare che già da stamani un gruppo di cittadini si dia appuntamento in via Fonda per impedire l'accesso ai mezzi dell'impresa impegnata nella realizzazione dell'area per l'installazione dell'antenna per la telefonia mobile.
Un gigante di 35 metri, voluto da Telecom e al quale si aggancerà anche Wind, fortemente osteggiato dai residenti della zona, che fino a venerdì scorso non sapevano niente. Ora, poi, che Telecom ha ribadito il proprio “no” alla richiesta - avanzata in extremis, e comunque dopo i termini consentiti - di spostare il sito più lontano dalle case, la situazione si fa più difficile e nebulosa.
La compagnia telefonica, infatti, ritiene di avere ragione, forte del silenzio assenso che, di fatto, le ha concesso Palazzo Orsetti, e del parere favorevole di Arpat, che reputa basse le emissioni del traliccio.
«Il Comune ha commesso diversi errori - hanno ribadito sabato sera i cittadini, riuniti in un’affollata assemblea nell'ex circoscrizione di Sant'Alessio - e ora ci troviamo deboli e indifesi. E soprattutto in ritardo per avanzare richieste».
Le responsabilità sono politiche, su questo i residenti non hanno dubbi e ora vogliono vederci chiaro e fare tutto il possibile per salvare il salvabile. Due sono le domande che premono: la prima, perché nonostante il duplice diniego dell'Osservatorio permanente sulla telefonia mobile - del quale faceva parte anche l'allora assessore all'ambiente, Francesca Pierotti - si è comunque deciso di andare avanti su quella zona (anche se, va ricordato, il parere dell’osservatorio non è vincolante)?
La seconda: perché è stata accettata un'area non preferenziale, invece di insistere su quelle preferenziali, e pubbliche, dalla quale l'amministrazione avrebbe potuto riscuotere almeno l'affitto del terreno?
«Le aree preferenziali e non preferenziali - ha spiegato Fabio Lucchesi, coordinatore di Ambiente e Futuro - furono individuate dall'amministrazione Fazzi nel 2005, in seguito alla mobilitazione che nacque contro l'antenna di San Vito. Fanno parte dunque del piano della copertura mobile del comune, che non è più stato aggiornato. Perché il Comune non ha fatto di tutto per impedire che Telecom andasse in quella zona, perché non ha richiesto le carte necessarie, non ha approfondito la questione? Soprattutto sulla base del doppio parere negativo formulato dall'Osservatorio permanente».
Assessore Raspini e cittadini si incontrano domani alle 16: «Sappiamo che Raspini ha ereditato una situazione a giochi fatti - racconta Fabio Cabib, portavoce del gruppo dei cittadini che si sta mobilitando contro l'antenna - però qualcosa dobbiamo fare. Oltre all'iter burocratico, che un nostro avvocato sta studiando e analizzando in ogni sua parte per capire se ci siano dei passaggi sbagliati, noi contestiamo il metodo e poniamo un problema politico: non si capisce come sia stato possibile che su un argomento così sensibile e delicato il comune abbia lasciato tutto nell'indefinito e nel non detto, senza accertarsi della corretta comunicazione tra funzionari e uffici.
«Quello che sta succedendo a Sant'Alessio deve servire per rivedere il piano di copertura mobile dell'intero comune, proprio come hanno fatto pochi giorni fa a Capannori (dove il piano è passato in consiglio comunale, ndr)».
Infine ce n’è anche per il ruolo avuto dalle Belle Arti: «Resta inspiegabile - spiega Cabib - il parere della Sovrintendenza, che ha dato l'ok nonostante che la nostra sia una zona vincolata paesaggisticamente».
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