Sicurezza
L’arringa di Colucci «Il bando non incontra i bisogni di Lucca»
L’ex presidente dell’Opera delle Mura: «Il Comune doveva formulare progetti e non limitarsi a cercare soldi e idee»
LUCCA. «Il vero problema delle casermette è riuscire a farle vivere. Per questo ritengo che Comune e Opera delle Mura, con il bando da poco emesso, abbiano praticamente operato in direzione opposta a come avrebbero dovuto. Hanno agito al contrario, insomma».
Senza giri di parole, è il punto di vista sul bando per l’assegnazione delle casermette di Francesco Colucci, ex direttore Apt ed ex direttore dell’Opera delle Mura, incarico che ha ricoperto negli ultimi due anni della giunta guidata da Mauro Favilla, dal 2010 - dopo la scomparsa del precedente direttore, il professor Romano Silva - fino a maggio 2012, con l’elezione dell’attuale sindaco Alessandro Tambellini che ha designato alla guida dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana (attuale direttore).
Colucci è l’artefice, tra l’altro, del regolamento vigente dell’Opera delle Mura, che risale al 2011. Ed è tra coloro che hanno notato l’anacronismo nella destinazione della casermetta San Donato rispetto alle altre otto delle Mura urbane.
«La nostra idea - spiega Colucci - era di raggruppare per temi e per ruoli le casermette. Ad esempio avevamo pensato di destinarne due alle attività musicali. Una sarebbe stata quella che ospita il Centro Studi Puccini, che poteva essere il nucleo delle associazioni che si occupano di musica classica e operistica; un’altra casermetta invece l’avremmo destinata alle associazioni che si occupano di altra musica, dal jazz alla moderna, ai cori e quant’altro».
«Quanto al Ciscu - continua l’ex direttore dell’Opera delle Mura - il vero problema è rendere fruibile il più possibile i suoi spazi e il suo materiale. Al massimo, riesce a mostrarne una parte una volta l’anno con l’allestimento di mostre. Ma la sede del Ciscu nella casermetta San Paolino, come quella dei Lucchesi nel Mondo nel castello di Porta San Pietro o quella dei Balestrieri nella casermetta San Pietro per noi non erano in discussione. Casermette che noi ci dovevamo adoperare per far vivere in base a un discorso culturale per la città, la cui presenza poteva anche agevolare la promozione di Lucca».
«Oggi - conclude Colucci - Comune e Opera delle Mura dovevano esprimere idee, individuare temi, come musica, anziani, sport, e sondare quali associazioni fossero disponibili a portarle avanti. Invece chiede un affitto, dice alle associazioni “fateci proposte e dateci i soldi”. Oltretutto i soldi che arriveranno dagli affitti non cambieranno certo l’equilibrio dei conti comunali».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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