La manifestazione
Bellandi, il ricordo di Assindustria
Anche Alberto Varetti commemora il presidente Fapim: «Il suo era profitto ben temperato»
LUCCA. A un mese dalla scomparsa l’Associazione industriali ricorda Paolo Bellandi, presidente della Fapim che aveva fondato insieme a Sergio Pacini e Lido Bendinelli. Un’azienda che ha registrato una rapida crescita tecnologica, produttiva ed occupazionale, ed una continua espansione nei mercati internazionali, che oggi rappresenta il 90% del fatturato.
«Paolo Bellandi - scrive Assindustria - è stato il maggior artefice di questo successo, guidando l'azienda con la fiducia degli altri soci, con passione e impegno, considerando sempre prevalente l'interesse dell'azienda e della sua solidità finanziaria, che anteponeva a quello personale. Di carattere mite, ma schietto e determinato, soddisfatto per la sua vita professionale e familiare, con un forte senso di appartenenza all'azienda, riservato e sempre attento verso i collaboratori e da tempo molto impegnato anche nel sociale, aveva tutte le caratteristiche che lo rendevano un vero leader e un industriale illuminato e di successo. Mancherà molto ai familiari, all'azienda, ai suoi collaboratori e a quanti hanno avuto l'opportunità di conoscerlo e di apprezzarne le elevate doti imprenditoriali e manageriali».
Un ricordo arriva anche da Alberto Varetti: «Sapienti sociologi ed economisti hanno più volte affermato che se la rendita prevale sul profitto la società si ammala e questa proposizione ha trovato conferma nella crisi che l'Occidente sta ancora vivendo: non tutti hanno capito la lezione. Paolo Bellandi lo sapeva ed è un esempio di cosa significa gestire un'attività economica con profitto, ma profitto ben temperato, come il clavicembalo di Bach: generare reddito in un mercato competitivo, con pressanti innovazioni tecnologiche, con consumatori raffinati, con relazioni conflittuali - ma leali - con i concorrenti. Conosco molti imprenditori di grande valore, ma Paolo Bellandi è un esempio speciale : forte legame con i soci, buoni rapporti con le maestranze, con i fornitori, con tutta la collettività di interessi che. L'ultimo ricordo che ho di lui è il suo intervento alla conferenza della Regione sul tema degli incentivi per le imprese: era il 5 settembre dello scorso anno, si duoleva del fatto che la Fapim, occupando oltre 400 dipendenti, non poteva usufruire di aiuti sostanziosi e questo limite gli appariva ingiusto nei confronti di un'impresa che dava lavoro a molti, pagava imposte consistenti e non aveva licenziato nessuno».
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