Gioco
Rimuove a sue spese la frana ma un’ordinanza ancora vieta l’accesso alla casa e all’azienda
CASTELNUOVO. Casa e impresa agricola isolati da circa 2 anni. È la storia di Mirko Bulgarelli e della sua azienda, l’agriturismo Col di Stogno, nel comune di Pieve Fosciana. La frana che ha isolato...
CASTELNUOVO. Casa e impresa agricola isolati da circa 2 anni. È la storia di Mirko Bulgarelli e della sua azienda, l’agriturismo Col di Stogno, nel comune di Pieve Fosciana. La frana che ha isolato la sua abitazione e la sua azienda risale al 17 maggio 2013. Da allora un rimpallo di responsabilità tra comune e Unione dei Comuni, ma nessun risultato utile a liberare l’unica strada di accesso. Mirko racconta la sua storia partendo proprio da quel giorno di maggio:
«Contattai i vigili del fuoco che si resero subito conto della gravità dell’evento – dice – subito fu allertata la Prefettura e la Protezione civile con la richiesta di un alloggio per me e assistenza per poter raggiungere gli animali presenti in azienda. Oltre gli enti sopra citati veniva contattato anche il comune di Pieve Fosciana che procedeva solo al transennamento della strada. Nei giorni seguenti, il sindaco emanò un’ordinanza che impediva il transito sia pedonale che veicolare sul tratto di strada in esame. La comunicazione non è stata inviata alle persone interessate dall’evento, ma è stata apposta sulla transenna in prossimità dell' interruzione della strada». Numerose da allora le comunicazioni sia al comune di Pieve Fosciana, alla Prefettura, all' Unione dei Comuni e agli enti competenti per cercare di risolvere questa spiacevole situazione, ma ad oggi nessuna soluzione: «Abbandonato come cittadino e come imprenditore, senza azienda, senza lavoro e senza nessun aiuto né per accudire gli animali né per ritornare alla propria abitazione. Mi sento dire che ho ragione, ma che la competenza è sempre di qualcun altro». Ma la cos più incredibile e strana della storia è che la frana non c’è più. Sì, infatti, Mirko a sue spese ha provveduto a rimuovere tutta la frana assumendomi tutte le responsabilità e gli oneri del caso, ha liberato la strada pur di poter tornare nella propria abitazione e a lavorare in azienda, ma non può farlo senza andare contro l'ordinanza che vieta il transito sia pedonale che veicolare. «Tutti conoscono la situazione, nessuno fa qualcosa. Anzi, mi sono sentito rispondere che devo chiudere la mia attività. Gli enti si rimpallano la responsabilità. La strada però è stata realizzata dalla Comunità Montana e in seguito sono state fatte anche opere di manutenzione. Chiedo che qualcuno si prenda in carico questa grave situazione. Non serve denaro, quello l’ho messo io, ma solo buonsenso».
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