Il Tirreno

Lucca

Falso l’assegno circolare con cui si compra l’Audi

di Luca Tronchetti
Falso l’assegno circolare con cui si compra l’Audi

Truffatore condannato dal tribunale a 2 anni e 8 mesi, ma la berlina è scomparsa La vittima di Fornaci di Barga aveva messo in vendita la vettura a 17mila euro

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FORNACI DI BARGA. Forse avrebbe dovuto essere più cauto e attendere il riscontro bancario prima di consegnare le chiavi della berlina che aveva messo in vendita pubblicizzando l’offerta su un sito internet specializzato. Ma di fronte a un assegno circolare dell’importo di 17mila 800 euro - quanto aveva chiesto per la cessione di un’Audi A6 semi nuova - consegnato dall’acquirente giunto in treno dalla Puglia e che sembrava così distinto ed educato non ha pensato di trovarsi di fronte a un truffatore incallito. E così, il giorno dopo, quando è andato in banca per incassare l’effetto ha scoperto che gli avevano rifilato una «sola» e che la sua macchina non l’avrebbe più rivista. Unica soddisfazione la condanna, due anni e mezzo dopo quel raggiro, del malfattore individuato grazie all’impegno e alla costanza del maresciallo Del Carlo, comandante della stazione di Barga.

La condanna. Il giudice Carlo Annarumma, su richiesta del pm Piero Capizzoto, ha condannato a due anni e otto mesi di reclusione e 800 euro di multa senza i benefici di legge l’autore del raggiro fruttato l’Audi A6. Si tratta di Felice Cicerale, 43 anni, residente a San Severo (Foggia), precedenti specifici. Era accusato di truffa aggravata, ricettazione e falsificazione di assegno. Presumibilmente, ma ci sono accertamenti in corso, l’imputato era in contatto con personaggi che hanno preso in carico la berlina e l’hanno venduta forse all’estero. Cicerale, che per l’accusa avrebbe ricavato una commissione sull’affare, se non farà appello, rischia il carcere.

L’assegno cabrio. L’autore del raggiro è riuscito con grande professionalità a ritoccare quell’assegno circolare che risultava rubato e mai incassato tre anni fa per un importo assai inferiore a quello di 17.800 euro, il prezzo pattuito. Quando il proprietario della vettura è andato in banca per l’incasso il direttore dell’istituto gli ha riferito che il circolare in realtà era un assegno rubato ritoccato al computer. L’effetto è stato sequestrato e gli inquirenti hanno verificato che con un sistema usato da autentici maestri della contraffazione era stata cambiata la data di emissione, l’importo e la firma. E ad occhio nudo era impossibile accorgersi del raggiro. Sono così iniziate le ricerche da parte dei carabinieri perché l’acquirente aveva fornito generalità falsa. Dopo un po’ di tempo i militari hanno individuato l’autore del reato, ma della vettura non c’era più traccia.

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