La manifestazione
Tradito dall’impronta sul nuovo iPhone 6
LUCCA. Quando la tecnologia ti complica la vita. Un imprenditore sessantenne residente in Media Valle aveva acquistato alla fine del 2014 il nuovo modello di iPhone 6 convinto che con quel gioiello...
LUCCA. Quando la tecnologia ti complica la vita. Un imprenditore sessantenne residente in Media Valle aveva acquistato alla fine del 2014 il nuovo modello di iPhone 6 convinto che con quel gioiello della tecnologia potesse tranquillamente messaggiare con la giovane amante di trent’anni senza che la moglie potesse in qualche modo sospettare la tresca. Per poter accendere alla password dello smartphone serve infatti l’impronta digitale del proprietario del cellulare. Ma la moglie - una casalinga di 55 anni originaria della Garfagnana - certa del tradimento del coniuge è riuscita ad escogitare un tranello per poter avviare l’iPhone 6 e leggere i messaggi che il marito inviava e riceveva dalla giovane donna. E così una fredda notte di novembre la consorte si è avvicinata al marito per avere con lui un po’ d’intimità. E mentre si stringeva al suo uomo ha afferrato dal comodino l’iPhone 6, ha preso la mano destra del coniuge e con il pollice ha premuto i comandi riuscendo ad entrare nel sistema senza che il marito, nel dormiveglia, se ne accorgesse. A quel punto con tutta calma ha letto gli sms hard inviati e ricevuti dalla giovane amante e con quella prova si è diretta verso l’agenzia investigativa diretta da Renato Bianchi. Pure loro sono rimasti basiti di fronte alla lucidità e all’intelligenza della casalinga appassionata di film gialli e poco incline alla tecnologia.
Per il detective e i suoi collaboratori è stato un gioco da ragazzi trovare le prove del tradimento dell’imprenditore. È bastato pedinare la giovane fiamma - il cui generalità figuravano nei messaggi sull’iPhone 6 - e nel giro di un mese il fedigrafo è stato colto in flagranza di reato. E la moglie ha già avviato le pratiche di separazione legale mostrando, a sua discolpa, le prove del tradimento.
All’imprenditore non è rimasto altro che abbandonare il tetto coniugale e prendersi in affitto un appartamento in attesa di dover pagare gli alimenti. (l.t.)
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