Sicurezza
Furetto scomparso, indagati i vertici Anpana
Sono accusati, assieme a un negoziante di animali, di peculato e concorso in tentata truffa. Avrebbero cercato di rifilare ad una coppia una bestiola diversa rispetto a quella che era stata smarrita e poi ritrovata dall'associazione
LUCCA. Quel furetto femmina chiamatoTea scomparso due anni e mezzo fa dopo che era stato recuperato dai volontari dell'Anpana finisce per mettere nei guai i vertici delle guardie ecozoofile che, assieme a un commerciante, sono indagati con l'accusa di peculato e di concorso in tentata truffa aggravata. Perché nei confronti di Angelo Bertocchini, 53 anni, comandante regionale, Laura Galleni, 33 anni, comandante provinciale e Massimiliano Giusti, 39 anni, titolare di un'agraria nella Piana il sostituto procuratore Antonio Mariotti ha chiesto il rinvio a giudizio davanti al giudice dell'udienza preliminare. Ad accusarli di aver fatto sparire l'affettuoso animaletto di color mielato e originario della Slovenia e aver cercato di sostiturlo con un altro, un maschio di colore scuro e decisamente aggressivo, una studentessa e il suo fidanzato assistiti dall'avvocato Eleonora Romani. E dalle indagini, svolte dalla polizia provinciale per conto della procura, emergerebbero una serie di anomalie nel racconto fornito dai responsabili dell'Anpana che sentiti prima a sommarie informazioni e poi come indagati avrebbero più volte modificato la loro versione dei fatti.
La storia. Il furetto femmina viene acquistato nel giorno di San Valentino del 2012 dal giovane operaio di 20 anni, residente nella Piana, come regalo per la fidanzata, una studentessa di un paio d'anni più giovane amante degli animali. Il 30 giugno la coppia resta gravemente ferita in un incidente stradale a Picciorana con lei che finisce in coma e lui con lesioni e traumi alla testa. Passa una settimana e il ragazzo viene dimesso dall'ospedale e torna a casa. Ma Tea non c'è più. Il 9 luglio sentendo alcuni vicini scopre che l'animaletto era finito dentro un tombino del condominio dove vive la coppia e la Gesam aveva contattato l'Anpana che aveva preso in carica il furetto. L'associazione, che aveva messo sul suo sito una foto che ritrae l'animaletto sperando che qualcuno lo riconoscesse, viene contattata dal ragazzo per la restituzione. Stando all'accusa all'inizio i volontari, telefonicamente, garantiscono che l'animale è in loro possesso e che provvederanno a breve a restituirlo. Ma la restituzione tarda e viene rinviata di giorno in giorno. Il 18 luglio, dopo le 20, i volontari dell'assocaizone riconsegnano a casa della coppia un furetto dentro ad una scatola. Ma la bestiola non è Tea. L'animale restituito è di sesso maschile e molto più aggressivo. A certificarlo è il veterinario di fiducia. La coppia inviperita chiama l'Anpana che viene a riprendersi il sostituto di Tea e denuncia la sparizione del furetto alla procura.
L'inchiesta. Il sostituto Mariotti delega le indagini alla polizia provinciale. Gli inquirenti scoprono che il furetto maschio consegnato alla coppia era stato acquistato da un commerciante di animali della Piana il giorno precedente alla restituzione. Ed emerge che il titolare del negozio era andato in un terzo esercizio di prodotti per animali, probabilmente un grossista estraneo ai fatti, insieme al comandante provinciale dell'Anpana e aveva acquistato per 140 euro un furetto.Durante le indagini poi sono spuntati anche vari testimoni, tra cui una donna, estranea ai reati, residente fuori provincia che dopo aver visto gli annunci pubblicati sulla vicenda di Tea si era subito interessata, chiedendo che le venisse affidato il furetto visto che lei in casa ne aveva già altri fino a quando non avessero rintracciato i propreitari. In un primo momento i vertici dell'associazione avevano detto alla donna che non era possibile affidarle il mustelide, ma poi una volta che i proprietari di Tea, su tutte le furie, avevano restituito ai membri dell'associazione il furetto maschio si erano recati a casa della donna proponedole di accudirlo. Nonostante la polizia giudiziaria abbia più volte sentito i vertici dell'associazione prima a titolo di sommaria informazione e poi in qualità di indagati riscontrando anche varie contraddizioni nelle deposizioni rese, ancora oggi non è possibile, a distanza di due anni sapere dove sia finito il furetto Tea. L'avvocato Eleonora Romani ha anche lanciato un appello affinché chiunque abbia notizie di Tea si faccia vivo, quanto meno per informare i proprietari che l'animale è in buona salute.
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