Il dolore
Commozione per l’incontro con Dell’Ariccia
LUCCA. «Non esistono razze umane, esistono caratteristiche somatiche; abbiamo tutti lo stesso dna», con queste parole, definite drastiche, crude, reali, Lello Dell'Ariccia ha iniziato la lezione...
LUCCA. «Non esistono razze umane, esistono caratteristiche somatiche; abbiamo tutti lo stesso dna», con queste parole, definite drastiche, crude, reali, Lello Dell'Ariccia ha iniziato la lezione tenuta ieri ai ragazzi dell'Isi di Barga.
Testimone di quanto avvenne nel ghetto di Roma con la promulgazione delle leggi razziali, riuscì a salvarsi dalla partenza per Auschwitz differentemente dalla famiglia materna. Gli istituti religiosi romani, questo il suo caso, furono luogo dove molti si potettero rifugiare dallo sterminio razziale voluto dall'Asse Roma-Berlino. «Sono nato 77 anni fa, a Roma, in una famiglia ebraica; oggi, porto avanti un progetto fondato con amici, anch'essi superstiti ed andiamo in giro per le scuole di tutta Italia per informare. Non siamo spinti dalla ricerca di vendetta -tiene a precisare Dell'Ariccia -ma per far conoscere quanto è successo: dalla conoscenza dei fatti nascerà la differenza di domani».
I primi momenti assieme ai ragazzi dell'Isi, hanno dimostrato come le immagini, seppur di settanta anni fa, sono state riportate alla luce con una disarmante freschezza gridando quanto i nazifascisti hanno lacerato la vita di famiglie e persone togliendo loro dignità umana. Una mattinata emozionante a parlare di ebraismo, razzismo, opinione pubblica italiana e tedesca, Olocausto arrivando fino alla storia personale dell'ospite; il ghetto di Roma privato dalla deportazione di 1023 ebrei dei quali, 16 fecero ritorno a casa dopo Auschwitz e tra questi, Settimia Spizzichino, unica donna. (f.c.)
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