Attenzione
«Una chiusura senza motivo»
Interrogazione di Laura Giorgi (M5S) al sindaco Tambellini
LUCCA. «Non si comprende perché l’amministrazione comunale abbia deciso di sfrattare il museo della Liberazione, gestito da volontari senza nessun costo per il Comune escluso le spese per la corrente elettrica. Trovo che non ci siano giustificazioni nel chiudere un museo attivo, pieno di iniziative e visitato».
È il senso, in sintesi, dell’interrogazione sulla chiusura obbligata del museo della Liberazione in via Sant’Andrea (nel complesso di Palazzo Guinigi) a seguito dell’intimazione di sfratto del Comune all’associazione che lo gestiva, illustrata da Laura Giorgi, consigliera di M5S, all’ultimo consiglio comunale.
La consigliera non si spiega perché - stante il progetto del Comune di riunire in un’unica struttura museale (Casa della Memoria) il museo della Liberazione, l’Istituto Storico della Resistenza e il museo della Città - nel frattempo l’amministrazione comunale abbia “liquidato” in blocco il museo della Liberazione.
«La mancata apertura del suddetto museo - aggiunge Laura Giorgi - rappresenta un danno alla poliedrica offerta culturale della città e fa perdere possibili introiti turistici».
Domanda quindi al sindaco «quali siano le rali possibilità e i tempi previsti per fare di Palazzo Guinigi una Casa della Memoria che accolga ai vari piani il museo della Liberazione, l’Istituto storico della Resistenza, il museo della Città e quello del Risorgimento, costituendo in tal modo un ambiente unico che raccolga queste realtà facilitandone l’utilizzo».
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