Italia
«Scelte obbligate, non per fare cassa»
Il presidente Biancalana: «Possiamo ridurre, ma non evitare il canone. Norme già in vigore, ma mai attuate»
LUCCA. Tantissime le domande, le richieste di informazioni sul bando per le casermette da parte delle associazioni attualmente non assegnatarie. Sono arrivate all’Opera delle Mura negli ultimi giorni, conferma il presidente Alessandro Biancalana e fra le idee di utilizzo illustrate per ora solo verbalmente «ci sono anche progetti interessanti - spiega Biancalana -. Questo dovrebbe far sì che anche gli attuali assegnatari si sforzino per formulare progetti sempre più validi per partecipare al bando. Sono contento di questo movimento positivo, non c’è da aver paura, per nessuno».
Sui termini dell’avviso l’Opera delle Mura non è disposta a tornare indietro. «Il bando - sottolinea fermo il presidente - altro non fa che introdurre una chiarezza che non esisteva. Si è andati avanti con incrostazioni vecchie anche di trent’anni, seppure per motivi anche buonissimi. Il fatto è che le casermette sono beni molto particolari, di importanza enorme per la città. Sono spazi dei cittadini, e il loro utilizzo deve essere finalizzato a qualcosa di attinente alla Mura, a progetti culturali per tutti. Quanto al pagamento del canone - aggiunge - la Corte dei Conti non ammette deroghe. Oltretutto, sia per il canone che per la durata dell’assegnazione (due anni, più due possibili di proroga, ndr) si tratta di previsioni già contenute nel regolamento dell’Opera delle Mura approvato nel 2011 dalla giunta di Mauro Favilla ma praticamente inattuato».
Un aspetto Biancalana ci tiene a chiarirlo: che «l’Opera delle Mura non vuole fare cassa con gli affitti delle casermette. I parametri per il calcolo delle locazioni sono stati già inizialmente dimezzati rispetto a quelli ordinari; non dimentichiamo che l’Opera delle Mura può intervenire per dimezzarli o scontarli ulteriormente in caso di progetti molto importanti che si svolgano al loro interno. Sono convinto che molti degli attuali assegnatari hanno i requisiti per esserlo anche in futuro. La validità del progetto culturale e la compresenza di più associazioni in una casermetta sono i parametri che forniranno maggiore punteggio».
E comunque, sottolinea ancora Biancalana, questo bando è solo il primo passo verso una nuova geografia delle assegnazioni degli spazi delle Mura. In discussione, annuncia, c’è la messa a bando anche della sede dell’Opera delle Mura nel castello di San Donato («una sede troppo costosa, potremmo anche decidere di spostarla altrove», dice). E si attende la fine del 2016 quando, secondo le previsioni e a scanso di ostacoli, dovrebbero essere ultimati i lavori di recupero dei sotterranei delle Mura, spazi la cui destinazione è ancora da definire.
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