La manifestazione
Assegnatari chiedono la revoca della gara
LUCCA. Sospensione e poi revoca del bando per l’assegnazione delle casermette. E’ questa la richiesta che una delegazione di attuali assegnatari ha fatto al sindaco, Alessandro Tambellini, incontrato...
LUCCA. Sospensione e poi revoca del bando per l’assegnazione delle casermette. E’ questa la richiesta che una delegazione di attuali assegnatari ha fatto al sindaco, Alessandro Tambellini, incontrato ieri in Comune.
I rappresentanti delle associazioni hanno fatto presente di essere più che disposti a collaborare con il Comune e l’Opera, sostenendo però che occorrono le condizioni di base per poter operare in questo senso.
Al sindaco è stato fatto presente che sarebbe stato opportuno un incontro con tutte le associazioni interessate, e non solo con quelle che già gestiscono le casermette, prima della stesura del bando, per capire bene cosa è possibile chiedere o meno.
La delegazione contesta il fatto che il bando abbia ricalcato pari pari quanto prevede il regolamento d’uso dell’opera della Mura, peraltro approvato dal precedente consiglio di amministrazione nel 2011.
In particolare le associazioni che oggi gestiscono le casermette sostengono di non poter affrontare le spese per l’affitto a cui, in certi casi, si aggiungono anche quelle per lavori di messa a norma e coperture assicurative. Ritengono poi onerosa la richiesta di tenere più o meno sempre aperte al pubblico le casermette e di fornire servizi (a partire dall’uso dei bagni). Non gradiscono affatto, infine, di essere costrette a cedere i locali in caso di richiesta dell’Opera e del Comune e, tanto meno, di doverli condividere con eventuali altre associazioni.
Altro punto molto discusso, il divieto di utilizzare le casermette anche per attività di lucro, come potrebbe essere la vendita di libri e altro. Una scelta che secondo la delegazione stride con quanto concesso invece al Museo della Zecca, che non sarà toccato dal bando: al sindaco è stato chiesto se ritenga equo e giusto, se non legittimo, che lì si faccia pagare il biglietto di ingresso e si conduca un’attività mirata al lucro.
Alcune associazioni, come la “Lucchesi nel Mondo” (8.500 famiglie socie, 80 sedi nel mondo), risultano pronte a spostare altrove l’attività nel caso non sia possibile rivedere il bando.
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