Lutto
Mercato del Carmine, lavori in stand-by per l’Art Bonus
La Fondazione Crl ha chiesto al ministero se potrà beneficiarne
LUCCA. Dipenderà dalla normativa dell’Art Bonus la competenza dei lavori di recupero (se del Comune o della Fondazione Cassa di Risparmio) del mercato del Carmine. Il decreto emanato dal mistero per i Beni culturali a maggio 2014 infatti prevede un credito di imposta pari al 50% delle «erogazioni liberali in denaro per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici...» (nel 2013 e 2014 il credito d’imposta era pari al 65%). Significa che dei tre milioni che la Fondazione Crl ha disposto per il primo recupero del Carmine (completamento della copertura, consolidamento statico e restauro della chiesa) potrebbe recuperare (in tre annualità) un importo pari alla metà del contributo. Ma, secondo il decreto ministeriale, solo se la somma venisse consegnata al Comune e i lavori fossero portati avanti da quest’ultimo.
L’idea della Fondazione, avallata dal Comune, è invece di portare avanti le opere di restauro in prima persona, utilizzando i tre milioni previsti.
È questo il nodo che al momento tiene in stand-by i lavori. Attraverso i suoi uffici, la Fondazione Crl ha depositato un quesito presso il ministero per capire se potrà beneficiare dell’Art Bonus pur eseguendo i lavori sul Carmine “in proprio”: in fondo, la sostanza dell’operazione è la stessa.
A spiegare i termini della questione è il direttore tecnico della Fondazione, Franco Mungai. Oggi più che mai è importante fare attenzione alle possibilità di recuperare liquidità, visto che con le nuove normative fiscali, spiega, «quest’anno la Fondazione Crl deve pagare quattro milioni di tasse in più del 2014. Se per i lavori al Carmine potremo beneficiare dell’Art Bonus, significherà per noi recuperare un milione e mezzo di risorse. Se non fosse possibile facendo noi i lavori, la modalità che la Fondazione preferirebbe, allora sarà l’amministrazione a occuparsene. Aspettiamo la risposta del ministero al nostro quesito. Se tardasse, non è escluso che intanto verseremo una parte del contributo previsto al Comune per ultimare intanto la copertura e sgombrare il Carmine dai ponteggi».
Il restauro della chiesa dell’antico complesso conventuale nel cuore del centro storico è il punto di forza di questo nuovo lotto di intervento (il primo, per la copertura centrale, è stato possibile soprattutto grazie a un contributo della Fondazione Crl di 142mila euro), anche perché nella chiesa restaurata potranno tornare gli affreschi strappati anni fa, recuperati e oggi custoditi dalla Fondazione in un magazzino.
I tre milioni non basteranno comunque a completare il recupero del Carmine. Nel frattempo ci si augura che vengano individuate con certezza le funzioni che vi si vorranno sviluppare.(b.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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