Il Tirreno

Lucca

Il sindaco: verifichiamo responsabilità

di Barbara Antoni
Il sindaco: verifichiamo responsabilità

Pierami: sono meravigliato, le perizie davano ragione a noi. L’impresa: chiederemo subito il rimborso che ci spetta

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LUCCA. Fa scoppiare un polverone il maxi risarcimento - 570mila euro più 70mila di spese processuali - che l’amministrazione comunale dovrà pagare alla Edisteel di Atessa (Chieti) ditta prima assegnataria dell’appalto (poi rescisso) per la costruzione della passerella pedonale sul Serchio, un’opera costata circa tre milioni (dalla previsione iniziale di un milione seicentomila) la cui costruzione è durata anni. L’argomento è saltato al primo posto della giunta politica già convocata dal sindaco Alessandro Tambellini e in agenda per ieri pomeriggio. A incontro concluso il sindaco dà alcune anticipazioni sulla strategia che sceglierà di adottare l’amministrazione. «Bisogna ripercorrere gli atti e valutare cosa è successo e se ci sono responsabilità specifiche», sottolinea; in ballo c’è anche la possibilità che l’amministrazione decida di ricorrere in appello dopo la sentenza del giudice civile di Lucca del 22 gennaio.

Pierami insiste: “Avevamo ragione noi”. Ma se da una parte c’è l’amministrazione attuale che ha dato ordine ai suoi legali di «studiare a tutto campo», parole di Tambellini, la vicenda giudiziaria e tutti i minimi aspetti che contiene attraverso le carte processuali, dall’altra Giovanni Pierami, assessore ai lavori pubblici della giunta di Mauro Favilla, uno dei protagonisti della costruzione della passerella, si mantiene sulle posizioni assunte a suo tempo: continua, in sostanza, a perorare la causa del corretto operato dell’amministrazione. «Quello che è certo - dice oggi Pierami - è che le cose che emersero all’epoca sono le stesse che scaturiscono dalla relazione del perito del tribunale (Ctu). Il progetto della passerella fu realizzato da un professionista valido, l’ingegnere lucchese Massimo Viviani, che era anche direttore dei lavori. Viviani è l’artefice dei progetti di tutti i ponti sul Serchio. Per quello che ne sappiamo noi, la ditta in questione fece ritardi incredibili nell’esecuzione dei lavori, e voleva aumentare i costi. Di fatto l’appalto fu bloccato perché il direttore dei lavori ci disse che le opere, fin lì, non erano fatte bene. I blocchi per costruire il ponte erano difettosi: dovette intervenire un’altra ditta per renderli utilizzabili. Successivamente la perizia del tribunale affermò che le opere erano deficitarie».

Pierami si dice «stupito» per la sentenza, non si spiega come si sia giunti a questa risoluzione. «Spero che l’amministrazione - sottolinea - ricorra contro questo verdetto. Ci sono dati oggettivi contenuti nelle perizie del Ctu». E aggiunge, con una non celata frecciatina a Tambellini, che «il sindaco attuale dal passato ha ereditato anche finanziamenti e lavori avviati inaugurati di recente. Lo invito a dire anche le cose positive che ha ereditato, non solo quelle negative».

Edilsteel: subito la richiesta del risarcimento. «Richiederemo subito i soldi dovuti in base al risarcimento. Per gran parte vanno a coprire le spese che abbiamo sostenuto per la costruzione della passerella e che non ci sono mai state pagate, sia le pese per materiali che costituiscono l’opera poi realizzata che quelle per il lavoro svolto». Parla Ilenia Verna, figlia del titolare della Edilsteel, Giuseppe Verna, anche lei addentro la gestione dell’azienda abruzzese che realizza grandi opere in tutta Italia. «Il giudice - spiega Ilaria Verna - ha riconosciuto una grossa carenza progettuale dell’amministrazione per la realizzazione della passerella: è questa carenza che ha determinato la somma che il Comune dovrà pagare, perché ha reso impossibile, così come il progetto era in principio, la costruzione dell’opera. Inoltre siamo stati calunniati dall’allora amministrazione. Dopo sette anni di causa è emerso tutt’altro giudizio sul nostro operato».

La vicenda «ci ha molto rammaricato - aggiunge Verna -. Si è gettata la responsabilità sulla ditta esecutrice mentre invece le responsabilità erano nella progettazione. All’amministrazione abbiamo dato una parte della struttura del ponte pedonale: non abbiamo mai ricevuto alcun pagamento per quei materiali e per quel lavoro. Chiederemo subito le spettanze previste dal giudice».

E ribadisce che questa vicenda si poteva evitare «se il Comune avesse avuto qualche amministratore responsabile. Ci amareggia che siano i cittadini a pagare e non i colpevoli. Per questo aspetto l’esito della sentenza ci addolora. Ci auguriamo che l’amministrazione richieda il danno subito a chi aveva la paternità dell’opera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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