Sicurezza
Identificato uno dei tifosi che ha invaso il campo
LUCCA. I carabinieri di Pieve di Compito hanno già identificato uno dei tifosi del Massa Macinaia che ha scavalcato la recinzione ed è entrato in campo nel pomeriggio di sabato 24 gennaio al termine...
LUCCA. I carabinieri di Pieve di Compito hanno già identificato uno dei tifosi del Massa Macinaia che ha scavalcato la recinzione ed è entrato in campo nel pomeriggio di sabato 24 gennaio al termine della partita Massa Macinaia-Los Macanudos Coreglia valevole per il campionato amatoriale Aics. Si tratta di un giovane, non ancora trentenne, la cui posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria. Per chiudere le indagini saranno fondamentali le testimonianze del guardialinee del Massa Macinaia, Antonio Di Muro, 43 anni, che nella rissa ha avuto lesioni giudicate guaribili in trenta giorni e che sino a ieri mattina era ancora ricoverato all'ospedale San Luca a San Filippo, e di un arbitro - tra i responsabili della polizia provinciale - che ha diretto la partita precedente a quella incriminata e poi si è fermato a bordo campo per assistere alla partita successiva. Stando agli investigatori avrebbe visto la scena dell'invasione di campo che avrebbe coinvolto almeno 5-6 spettatori.
Stando ai primi accertamenti dei carabinieri la scintilla che avrebbe poi scatenato la reazione scomposta di alcuni supporters - il match si era concluso per 2-1 a favore dei padroni di casa - sarebbe stato un "pestone" a un piede rifilato, forse involontariamente, da un calciatore extracomunitario del Massa Macinaia a un avversario che si è risentito e gli ha mollato uno spintone. Cose che capitano all’interno del rettangolo verde. Ma evidentemente qualcuno in tribuna non ha gradito l'affronto e al triplice fischio del direttore di gara si è scatenato l'inferno. A rimetterci è stato il povero guardialinee di Massa Macinaia che nel tentativo di placare gli animi ha riportato ferite e traumi contusivi. Gli investigatori sostengono che nella rissa finale un calciatore del Los Macanudos abbia rimediato un pugno in pieno volto. Ma sino a ieri mattina nessuno si è presentato al pronto soccorso per farsi medicare. Serviranno ancora un paio di giorni per avere un quadro più preciso e inviare un’informativa all’autorità giudiziaria. (l.t.)
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