Il Tirreno

Lucca

L'ALLARME

Caprette sbranate dai lupi sulle Apuane

di Nicola Bellanova
Caprette sbranate dai lupi sulle Apuane

Un giovane ne ha trovato i resti alla Foce di Eglio. Il sindaco di Molazzana chiede certezze per prendere contromisure

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Torna l'incubo dei lupi sulle Apuane.Anzi, sotto le Apuane, visto che stavolta le razzie si sono verificate più a valle rispetto a qualche mese fa. Alla Foce di Eglio, poco sopra il paese, un giovane del posto ha segnalato il ritrovamento di due carcasse (o meglio, solo la testa e le zampe sparse nella selva) appartenenti a due delle sue caprette.

Il giovane, che non è un imprenditore agricolo, ha subito segnalato l'accaduto ai vigili urbani, e il sindaco Rino Simonetti ha attivato la procedura del caso.Quel che resta dei due animali è stato portato immediatamente nel deposito a Molazzana, in attesa degli uomini della Forestale arrivati da Camporgiano.

Qui, al loro arrivo, sono state compiute tutte le analisi sul corpo dei due ovini e le indagini, condotte grazie anche all'ausilio di un veterinario.Come si ricorderà, il 25 novembre scorso ben 22 animali furono sbranati in un terreno tra Alpe di S. Antonio e il Piglionico, proprio ai piedi della Pania.

Stavolta, la zona dove sono stati compiute le incursioni in terreni privati è più a valle, e vicina ai centri abitati di Sassi ed Eglio. Quindi, nonostante le Apuane non siano proprio l'habitat prediletto da questi animali selvatici, le segnalazioni che pervengono dai cittadini di Molazzana sono sempre numerose.

Il sindaco Rino Simonetti, che qualche mese fa prese in mano la situazione chiedendo alla Provincia i risultati della tipizzazione genetica di questi animali avvistati da tempo, si toglie qualche sassolino dalle scarpe:

«Sono preoccupato, non lo nego - afferma -. E quindi i miei non erano allarmismi inutili, visto che il problema esiste ed è attuale. Bisogna che tutte le istituzioni e i cittadini collaborino e facciano la loro parte. Questi episodi danneggiano non solo i privati proprietari di animali, ma anche gli esemplari della fauna locale che vivono allo stato brado. E di conseguenza, l'intero sistema del territorio».

Anche stavolta, il primo cittadino ha le "mani legate" dalla legge: infatti, non si può emettere un'ordinanza perché non si ha la prova che a compiere le razzie siano stati lupi o incroci tra cani e lupi.Si aspettano le analisi del Dna trovato nel raid dello scorso novembre e di competenza dell'amministrazione provinciale, e poi si prenderanno le adeguate contromisure.Se si trattasse di lupi (ossia una specie protetta) l'amministrazione comunale non potrebbe far nulla, ma se fossero anche in piccola parte incroci tra cani e lupi potrebbero scattare ordinanze ad hoc per la messa in sicurezza dei cittadini, attraverso la cattura degli animali e, in extrema ratio, l'abbattimento di questi.

Per ora, l'unico passo in avanti in tal senso, è stata la decisione di un coinvolgimento a trecentosessanta gradi da parte dei comuni interessati (ossia tutti quelli della fascia apuana da Vergemoli a Minucciano), l'Unione dei Comuni della Garfagnana, la Provincia e l'Ente Parco Alpi Apuane.Intanto la gente ha paura, e chiede soluzioni immediate per far cessare le razzie e i danni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze