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Lucca

QUIRICONI (ORDINE)

Servono più posti letto al San Luca e sul territorio

Servono più posti letto al San Luca e sul territorio

LUCCA. Se l’ospedale San Luca è nel caos, la responsabilità è della Regione che ha voluto un complesso strutturato per intensità di cura, con un numero di posti letto insufficienti e senza una...

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LUCCA. Se l’ospedale San Luca è nel caos, la responsabilità è della Regione che ha voluto un complesso strutturato per intensità di cura, con un numero di posti letto insufficienti e senza una adeguata alternativa sul territorio.

Lo dice Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine dei medici, che interviene sulla situazione di difficoltà che si sta vivendo al San Luca per l’afflusso di persone colpite dall’influeza.

«La cosa che maggiormente oggi balza agli occhi, basta pensare a come un’influenza abbia messo in crisi la struttura – sostiene Quiriconi – è la carenza di posti letti del nuovo ospedale, insufficienti per rispondere ai bisogni del nostro territorio. La scelta operata a livello regionale del modello per intensità di cura, con l’abolizione dei reparti di riferimento, non trova nessuna conferma circa la maggiore validità rispetto al modello tradizionale nella letteratura mondiale. Non si tratta però solo di una questione organizzativa, ma bensì della carenza numerica di personale sanitario, che causa oggettive difficoltà nel garantire al cittadino adeguati livelli di assistenza. Pertanto non posso che essere solidale coi medici del pronto soccorso e con tutti i medici dell’ospedale che ogni giorno vivono situazioni di emergenza».

Il presidente dell’Ordine è deciso nel dire che «onestà vorrebbe che la Regione rivedesse l’attuale organizzazione ospedaliera».

E il territorio? «Anche questa è una criticità che deve trovare soluzioni – ribadisce Quiriconi – se si fosse agito preventivamente con un’adeguata ristrutturazione dell’assistenza territoriale non ci troveremmo a questo punto. Il territorio non ha sufficienti strutture per accogliere i degenti dimessi e non ancora in grado di tornare a casa, e questo noi lo diciamo da sempre. Nel pensare l’ospedale per intensità di cura bisognava prima prevedere adeguate strutte di ricovero di secondo livello e consolidare le nuove forme di aggregazione della medicina territoriale. Non sono assolutamente sufficienti gli attuali 14 posti letto a Campo di Marte per poter risolvere il problema dei pazienti dimessi dal San Luca in condizioni instabili, ne mancano circa un centinaio sul territorio. Né mi risulta che sia previsto un aumento del numero degli infermieri e degli operatori sanitari che affianchino i medici di medicina generale nelle cure domiciliari».

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