Il Tirreno

Lucca

Guardia medica aggredita mentre va a fare una visita

di Fabrizio Tonelli
Guardia medica aggredita mentre va a fare una visita

Seguita e speronata nella notte da un malintenzionato che blocca la via di fuga L’uomo ha desistito solo dopo aver capito che stavano arrivando i carabinieri

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LUCCA. Una dottoressa della guardia medica è stata aggredita mentre si recava a effettuare una visita domiciliare. Il malintenzionato che l'ha seguita nella notte le ha bloccato ogni via di fuga mettendo l'auto di traverso  e solo grazie al coraggio e al sangue freddo della dottoressa il caso si è risolto bene.

La donna ha infatti avuto la prontezza di chiamare 118 e 112, ha urlato all'uomo, da dentro la macchina, che stavano arrivando i carabinieri e poi ha sfruttato il fatto che il malintenzionato si è spostato, per fuggire. Ma sono stati davvero brutti momenti per la dottoressa, inviata dal 118 a visitare un paziente con una crisi asmatica nella zona di Altopascio.

Erano circa le 23. La donna è partita ma poco dopo, lungo il tragitto, è stata affiancata da una vettura condotta da un uomo che ha cercato di speronarla, ha danneggiato la fiancata dell’auto e le ha rotto lo specchietto. Il medico ha tentato di fuggire ma ha imboccato una strada chiusa. Giunta in fondo alla via ha girato l'auto per ma si è trovata la strada bloccata dalla macchina del malintenzionato, messa di traverso. Subito ha dato l'allarme, mentre l'uomo era sceso dall'auto e si avvicinava con fare minaccioso. La donna ha urlato, ha detto di essere un medico in visita, di aver già chiamato i carabinieri. A quel punto l'individuo ha avuto un momento di incertezza, è arretrato e il medico ha approfittato della situazione e, salendo sul marciapiede con l’auto, è riuscita ad allontanarsi e a mettersi in salvo.

Sono stati momenti concitati, anche per la necessità di intervenire comunque a casa del paziente che aveva richiesto il medico e a cui dalla centrale del 118 è stata successivamente inviata l'automedica.

La reazione dell’Ordine. L'episodio, l'ultimo di una lunga serie, ha indotto l'Ordine dei medici a convocare una conferenza stampa nel corso della quale sono state presentate proposte per rendere più sicura l'attività della guardia medica. Tre le richieste, che saranno illustrate al prefetto e alle Asl. Collocare le sedi della guardia medica in punti dove sono presenti altre realtà, come le associazioni di volontariato, per evitare che il medico sia solo in ambulatorio. Usufruire proprio dell'accompagnamento di un volontario per le visite domiciliari. E infine poter disporre di auto con contrassegni e un lampeggiante e avere disponibilità di pettorine per poter essere facilmente individuabili. Proposte di fatto a costo zero, hanno sottolineato il presidente dell'Ordine Umberto Quiriconi, insieme al responsabile della commissione giovani medici Paolo Iacopetti e a Sara Barsotti.

Tanti i rischi. Tra l'altro episodi a rischio si ripetono spesso a Lucca e in Versilia, con auto danneggiate e individui che entrano nelle sedi con intenzioni minacciose. Nell'ex ospedale di Pietrasanta, tempo fa, una dottoressa è rimasta barricata per 40 minuti per evitare una aggressione. Ma i casi sono molteplici. La notte dell’Epifania la dottoressa di turno al presidio del Campo di Marte ha trovato rotto il bagagliaio, altri hanno vissuto momenti delicati durante visite domiciliari.

«Un rapporto di tensione fra il medico e il paziente – ha detto un dottore durante la conferenza stampa – rientra nell’ambito dell’attività lavorativa. Il problema è che a volte c’è la pretesa di prestazioni e prescrizioni che non riteniamo di dover fare. Capita di dover andare a casa di soggetti difficili, lo sappiamo, la stessa centrale del 118 ce lo segnala. Ma se richiediamo assistenza da parte delle forze dell’ordine, ci viene negata».

I parenti di turno. Accade così, soprattutto per le dottoresse più giovani, che i familiari, il padre o il fidanzato o il marito, preferiscano essere presenti durante il turno notturno e si sacrifichino a restare in ambulatorio o a accompagnarle durante le visite domiciliari.

«Abbiamo chiesto un incontro al prefetto – spiega il presidente dell’Ordine, Umberto Quiriconi – e attendiamo che ci convochi. Poi lo chiederemo anche alle Asl di Lucca e della Versilia, visto che il problema ha dimensione provinciale».

Pericoli al Campo di Marte. La richiesta di maggior sicurezza riguarda anche il presidio di guardia medica del Campo di Marte. «La telecamera che è stata installata – dice una dottoressa – inquadra il cancello ma non si vede il portone. E non si capisce perché la guardia giurata debba stare alla portineria da dove non passa nessuno, è troppo distante dal nostro ambulatorio dove non c’è assolutamente sicurezza».

Tra i medici presenti nella sala dell’ordine c’è anche chi ricorda come già in passato a Ponte a Moriano e a Bagni di Lucca i volontari accompagnassero il medico alle visite domiciliari e come questo sistema sia stato adottato recentemente dalla Liguria. Mentre a Massa – spiega un’altra dottoressa – hanno introdotto le pettorine per favorire il riconoscimento della guardia medica che spesso ha anche problemi a parcheggiare velocemente e vicino alla casa della persona che ha richiesto assistenza se viaggia su auto senza contrassegni.

I numeri dell’attività. Sono 10 in Lucchesia e 6 in Versilia i punti di guardia medica. All’Asl 2 nel 2013 (ultimo dato disponibile) i medici hanno effettuato 10.045 visite domiciliari. Quaranta i dottori titolari, con altrettante riserve.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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