Il dolore
Un nuovo stadio a Ghivizzano
C’è un progetto per “ruotare” il Carraia di novanta gradi e rifare il campo in sintetico
GHIVIZZANO. Per ora è un'idea allo stadio “pre embrionale”, ma da mesi il progetto di un nuovo stadio al posto del "Carraia" fa discutere e sognare gli sportivi della Valle del Serchio.
Un centro sportivo vero e proprio, con terreno in erba sintetica, una diversa sistemazione delle tribune e soprattutto una struttura capiente, in grado di lavorare tutto l'anno, e non solo per gli allenamenti e le gare ufficiali.
Certo, le ambizioni della squadra di calcio del Ghivizzano Borgoamozzano, che da quattro stagioni milita in Eccellenza con obiettivi di grandeur, saranno l'ago della bilancia. Finora, la squadra di mister Pacifico Fanani è in piena zona playoff, e teoricamente in corsa per la Serie D.
Lo stadio ghivizzanese, costruito negli anni '50 e soggetto a continue ristrutturazioni e modifiche logistiche, si trova tra il cavalcaferrovia all'altezza del centro parrocchiale del paese, e il Serchio. Stando alle intenzioni dei promotori, in primis la società biancorossoblu, si potrebbe spostare tutto ad angolo retto, sistemando il terreno di gioco perpendicolare alla ferrovia, come era una volta.
Sicuramente, la grande tribuna centrale realizzata pochi anni fa, potrebbe trasformarsi nella "curva nord", e realizzare altri spazi per il pubblico lungo gli assi laterali. Il sintetico, poi abbatterebbe i costi per la tenuta del manto erboso classico (spesso consumato durante la stagione invernale a causa delle gelate), e magari assicurare introiti alla società. Certo, resterebbe il problema dei parcheggi, ma i tifosi volano già con la fantasia.
I tifosi, appunto. Per la società Gsd Ghivizzano Borgoamozzano parla Marco Remaschi, deus ex machina che ha creduto nella squadra del suo paese, portandola dalla Seconda Categoria alla "Serie A" regionale nel giro di sette anni: «È un’idea, ma siamo consapevoli che adesso è solo tale - afferma il direttore generale ghivizzanese che in questa squadra ha messo passione e conoscenze -, ma non ci sono progetti concreti e neanche studi di fattibilità. È prematuro parlarne ora».
Però, a detta di altri, in realtà ci si starebbe pensando seriamente. Anche perché lo stesso Remaschi è dirigente del Tau Calcio, società di fatto gemellata con quella della Mediavalle, e che ha uno stadio come quello pensato per il “nuovo Carraia”.
L'impianto sul fondovalle è di proprietà dell'amministrazione comunale, e dato in gestione al Ghivizzano Borgo. La tribuna centrale è omologata per 260 spettatori, ma negli spazi attorno al recinto di gioco se ne possono ospitare fino al doppio. L'eventuale dislocazione del campo di calcio sotto la ferrovia, e non tangente come ora, porterebbe vantaggi anche per gli spettatori, visto che si potrebbero ricavare nuovi parcheggi. Per realizzare l'opera, però, occorrono ingenti finanziamenti, che non possono essere reperiti solo ricorrendo al Credito Sportivo o fondi ministeriali. E allora, in questi tempi di magra, è meglio andare coi piedi di piombo.
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