Il dolore
A giudizio per bancarotta anche Vanni e Minischetti
LUCCA. Si terrà il 13 ottobre davanti al collegio giudicante del tribunale di Firenze il processo per il crac del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino. A giudizio sei persone accusate a vario...
LUCCA. Si terrà il 13 ottobre davanti al collegio giudicante del tribunale di Firenze il processo per il crac del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino. A giudizio sei persone accusate a vario titolo di aver contribuito al dissesto finanziario del colosso dell’edilizia nel giugno 2011. I reati contestati agli ex amministratori sono, a vario titolo, bancarotta per distrazione e falso in bilancio.
Tra gli ex presidenti del consiglio d’amministrazione che il giudice delle indagini preliminari ha rinviato a giudizio ci sono due manager molto conosciuti in Lucchesia: Armando Vanni e Luigi Minischetti, 65 anni, quest’ultimo ex presidente del Banco di Lucca che nel 2011 venne indagato dalla Guardia di Finanza assieme a commercialisti e imprenditori per una maxi frode fiscale. I due ex presidenti del Consorzio Etruria, assieme a Massimo Pagnini di Follonica ex membro del cda, per l’accusa tra l’ottobre 2007 e il febbraio 2008 avrebbero commesso un’operazione imprudente distraendo 1,5 milioni di euro vendendo al prezzo di 424 euro ciascuna alla spa Sofibar tutte le azioni del Banco di Lucca detenute dal Consorzio (31.765) acquistando contemporaneamente altre azioni dello stesso istituto bancario (4782 in tutto) a un prezzo superiore, 690 euro ciascuna. E, stando all’accusa, per portare a termine l’operazione avrebbero fornito al consiglio d’amministrazione informazioni erronee.
Sono finiti a giudizio anche Marco Fontanelli di Empoli, Ciro Paradisi di Follonica (prosciolto però dall’accusa di bancarotta) e Giovanni Turba, quest’ultimo presidente del consiglio d’amministrazione della Etruria Investimenti srl. Prosciolti dal gup invece Placida Canozzi domiciliata a Viareggio e Antonio Davide Terribile di Grosseto.
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