Il Tirreno

Lucca

I CONTROLLI DELLA POLIZIA

Quattro pattuglie contro i furti

Giunti di rinforzo da Firenze per prevenire i raid delle gang di ladri

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LUCCA. Non sono cinque carabinieri e due macchine di servizio in più per prevenire i reati contro il patrimonio dopo l’intervento del prefetto Giovanna Cagliostro al ministero dell’Interno su indicazione dei sindaci della Piana (in particolare, ad onor del vero, spinti dal primo cittadino di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, ndr), ma anche - saltuariamente e quando è possibile - pattuglie della polizia giunte da altri comandi. È quanto accaduto giovedì pomeriggio nella periferia cittadina e nella Piana con l’intervento - a rinforzo delle volanti della questura - di quattro pattuglie del Reparto Prevenzione crimine della polizia di stanza a Firenze. Agenti specializzati in controlli contro i reati predatori (furti in abitazioni e negozi, rapine, ecc.). Sono stati effettuati posti di controllo ad hoc sulle principali arterie viarie. E nonostante la pioggia incessante sono stati controllati 42 veicoli e 73 persone, alcune delle quali con precedenti penali specifici.

Il controllo ha portato all’emissione di tre fogli di via obbligatori nei confronti di altrettanti albanesi residenti nella Valdinievole che non hanno saputo giustificare la loro presenza sulla via per Camaiore dove, proprio negli ultimi quindici giorni, si sono registrati furti in abitazione. Quattro automobilisti invece sono stati sanzionati con altrettante contravvenzioni al codice della strada e tra questi è stata ritirata la patente a un romeno che non aveva convertito il suo permesso di guida (la patente internazionale) con quello italiano nei tempi imposti dal codice della strada. L’esperimento si ripeterà sicuramente nelle prossime settimane appena il Reparto Prevenzione crimine di Firenze potrà sganciare su Lucca alcune pattuglie.

Evade per andare dal dentista. Costa caro, e non solo in termini economici, un appuntamento dal dentista di un uomo di 37 anni residente a Santa Maria a Colle. Era in regime di arresti domiciliari, ma ha preso la macchina e si è diretto verso la via del Brennero. Lì è stato fermato da una pattuglia a San Pietro a Vico. E a mostrato agli agenti il permesso di recarsi dal dentista firmato dal giudice delle indagini preliminari. Solo che il medico si trova in provincia di Pisa, quindi dalla parte opposta rispetto all’itinerario autorizzato dal giudice che specificava nel permesso che il detenuto doveva percorrere la strada più breve tra la sua abitazione e lo studio odontotecnico. Così il trentasettenne che, stando ai poliziotti, non sembrava proprio sofferente ai denti, è stato denunciato per evasione. La prossima volta sceglierà un dentista più vicino alla sua abitazione.

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