La manifestazione
Arrestati i rapinatori della prostituta
Traditi dal cellulare sono stati bloccati dai carabinieri mentre cercavano di fuggire. Ai domiciliari dopo il fermo di pg
LUCCA. La conosceva e sapeva perfettamente dove teneva i soldi. Per la prostituta romena lui era un cliente occasionale di quelli che navigano sui siti espliciti per incontri a luce rossa e chiedono prestazioni particolari. Non avrebbe mai creduto che potesse trasformarsi in un pericoloso criminale in grado di rapinarla e poterle far del male. Per i carabinieri del nucleo investigativo guidati dal capitano Paolo Floris il mistero della prostituta legata e imbavagliata nel suo appartamento a Salicchi è già in archivio. In meno di tre settimane i militari hanno dato un volto e un nome ai due banditi che, di fronte all’evidenza delle prove, hanno ammesso il loro addebito tanto che il fermo di pg è stato trasformato in arresti domiciliari (i due sono incensurati) da parte del gip Silvia Mugnaini in seguito alla richiesta presentata dal sostituto procuratore Antonio Mariotti.
Gli arrestati e il movente. Ai domiciliari sono finiti Giuseppe Simonetti, 26 anni, di Casoria (Napoli), cliente della cinquantenne prostituta romena e mente della rapina e Dawid Michael Malec, 20 anni, origini polacche e residente a Cosenza. Entrambi senza fissa dimora si trovavano a Lucca quando hanno messo in atto il piano che ha fruttato 950 euro per sbarcare il lunario visto che era la sera di San Silvestro e loro non avevano un soldo. Sono accusati di rapina e lesioni.
Traditi dal cellulare. A tradire Simonetti e il complice è stata una telefonata. Fatta dalla sua utenza a quella della lucciola dell’Est che aveva appena riagganciato con un cliente abituale. Gli investigatori sono partiti proprio da quella telefonata. Hanno preso in esame il numero apparso sul display del cellulare della prostituta immediatamente dopo quella chiamata. Il numero che corrisponde a quello di Simonetti. Con una scusa si era fatto vivo con la donna per fissare un nuovo incontro, ma il realtà voleva soltanto essere certo che lei fosse in casa. I carabinieri gli hanno messo sotto controllo l’utenza e in 20 giorni hanno inchiodato lui e il suo complice che, sentitosi braccato, stava per tornarsene in Polonia. I militari lo hanno bloccano alla stazione ferroviaria di piazzale Ricasoli mentre stava per salire sul treno che da Venezia lo avrebbe portato a Varsavia. Simonetti invece si trovava in Garfagnana ed era al telefono con Malec al momento in cui il giovane è stato preso. Intuito il pericolo ha cercato di fuggire, ma di lì a poco una pattuglia dei carabinieri lo ha localizzato e condotto in caserma.
I fatti. Sono le 19,30 quando suona il citofono dell’appartamento di S. Marco. La donna apre. Si presenta un giovane che non aveva mai visto. Dietro di lui c’è un uomo incappucciato. Insieme l’aggrediscono, la buttano sul pavimento faccia a terra e le legano i piedi e le mani oltre ad imbavagliarla con del nastro adesivo. Nell’immobilizzarla la feriscono all’arcata sopraccigliare e le causano anche ecchimosi al braccio sinistro. Sul denaro vanno a colpo sicuro. È nascosto dentro a un mobiletto: 950 euro. Portano via anche un Samsung credendo sia il cellulare su cui risponde alle chiamate dei clienti.
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