La manifestazione
PASSI AVANTI MA MOLTO RESTA DA FARE
di MARCO INNOCENTI La gente che stava seguendo il telegiornale delle 20, quella sera di trenta anni fa, ebbe un sussulto quando alla fine una mano allungò al giornalista che conduceva il Tg un foglio...
di MARCO INNOCENTI
La gente che stava seguendo il telegiornale delle 20, quella sera di trenta anni fa, ebbe un sussulto quando alla fine una mano allungò al giornalista che conduceva il Tg un foglio con una ultim'ora: era l'allarme terremoto. Nonostante il freddo e l'acqua a catinelle la gente si riversò in strada cercando alloggi di fortuna, ritenuti sicuri, a partire dalle auto. Molti dormirono in macchina, a malapena riscaldati da coperte cercate alla rinfusa nella fuga. Il giorno dopo arrivò anche l'esercito, furono montate tendopoli e preparato un treno a Castelnuovo dove la gente poteva trovare riparo. Scosse non ce ne furono e l'allora ministro Zamberletti rivendicò l'utilità della scelta di dare l'allarme, contestata da più parti.
L'accaduto e la reazione tutto sommato composta della popolazione servirono però per fare della Garfagnana e della Valle del Serchio una sorta di centro sperimentale sulla prevenzione dei sismi.
Un nuovo allarme terremoto fu dato due anni fa dal Comune di Castelnuovo e in quel caso la messa in sicurezza fu assai più organizzata.
In questi 30 anni si sono fatti oggettivi passi avanti sulla prevenzione, grazie anche all'apporto del volontariato, e sulla bonifica di tanti manufatti pubblici e privati. Per contro, ci sono centri importanti e densamente abitati che ancora non hanno un punto di raccolta in caso di sisma.
Problemi, gravi, restano soprattutto per la fragilità del territorio che mette a rischio in particolare i collegamenti stradali e ferroviari. La testimonianza arriva dai tanti cantieri colpevolmente lasciati ancora aperti dall'Anas sulla statale del Brennero e dai continui smottamenti che mettono a rischio lunghi tratti di Fondovalle, vie comunali e di strada ferrata. Qualcosa si è fatto, ma molto resta ancora da fare per evitare che, in caso di vero terremoto, la Valle diventi irraggiungibile.
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