Sicurezza
Il ricordo di Bianchini «Così riuscimmo a evitare il panico»
L’allora sindaco: «Conservo ancora il telegramma da Roma» La sede del Comune fu trasferita agli impianti sportivi
CASTELNUOVO. Alessandro Bianchini ricorda quella notte. Lui sindaco di Castelnuovo dal 1980 al 1990 per due mandati si è trovato ad affrontare un momento molto critico divenuto storico ed anche importante per quello che ha portato in seguito.
«Ricordo che erano giorni già resi difficili dal maltempo, da forti nevicate – dice Bianchini – si aggiunse il terremoto che di qualsiasi entità si tratti genera comunque preoccupazione. Mise alla prova il nostro sistema di protezione civile, da poco avevamo varato un piano del genere. Fummo uno dei primi comuni in provincia di Lucca ad avere documenti che regolamentassero come si doveva muovere la macchina della Protezione Civile in caso di emergenza».
Oggi, come allora, la zona degli impianti sportivi di Castelnuovo fu identificata come luogo di ritrovo. «Trasferimmo la sede comunale in quell’area – ricorda l’ex sindaco – fu un grande lavoro, avevamo tra le mani una situazione molto critica. L’allarme dato in televisione aveva generato panico tra la gente ed in molti decisero di lasciare il paese durante la notte. Eravamo al centro del mondo, l’allarme dato dalla Protezione Civile nazionale era ed è ancora un caso unico. Ci fu interesse da parte dei giapponesi, da sempre “esperti” di terremoto, ma in generale da ogni parte del globo. Non ricordo esattamente se quella sera mi trovavo davanti alla televisione, ma sicuramente se siamo riusciti a controllare la situazione lo abbiamo dovuto sia al piano che avevamo sia all’interesse nazionale che ci diede priorità nei contatti con i sismografi nazionali. Avevo un filo diretto con Zamberletti e conservo ancora la copia del telegramma che giunse da Roma».
Ma Bianchini ci tiene a sottolineare come quanto accaduto nel 1985 sia molto diverso dall’evento del 2013: «Ci sono notevoli differenze perché allora si tratto di un allarme nazionale lanciato direttamente dal sistema di Protezione Civile – prosegue – avevano temuto analogie con la scossa sismica del 1920 e per la prima volta ci fu questo allarme. Una esperienza nuova, un esperimento, se vogliamo, che ha suscitato tante discussioni. Nella notte di gennaio del 2013, i sindaci si sono trovati di fronte ad una situazione poco chiara e hanno dovuto prendere una decisione con pochi elementi a disposizione. Hanno gestito la situazione come dovevano per la cittadinanza».
Dai primi gruppi di Protezione Civile, nati proprio sotto l’amministrazione Bianchini, ad altre conseguenze positive dell’allarme 1985: «Il territorio prese maggiore coscienza del rischio sismico sino ad arrivare ad avere dei piani ottimamente strutturati, una mentalità organizzativa nuova per la Protezione Civile, ma non solo – chiude Bianchini – nacquero in quegli anni le prime leggi per gli interventi preventivi negli edifici strategici. Insomma, fu un evento fondamentale che, per fortuna, possiamo ricordare positivamente». Bianchini prosegue la sua opera vicino al volontariato, recentemente è stato eletto presidente della fondazione Volontario e Partecipazione. A Castelnuovo è un personaggio molto noto, non solo per il suo mandato da sindaco, ma anche come medico ospedaliero e responsabile del reparto medicina al Santa Croce, per i suoi 25 anni da medico del Soccorso Alpino e per alcuni anni della Stazione di Soccorso di Lucca, oltre ad essere ancora oggi membro dell'assemblea soci della fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. (l.d.)
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