La manifestazione
Renzo Pia lascia la giunta dopo 16 anni
Steffetta fra lo storico assessore e Giampiero Passini, che si occuperà di commercio. Bonini si tiene la scuola
BARGA. Dopo sedici anni di fila, Renzo Pia lascia le stanze di Palazzo Pancrazi. Colui che ha passato due ere, quella del doppio mandato Sereni e la guida di Marco Bonini fresco di riconferma a sindaco della cittadina, chiude la sua esperienza (per ora, almeno) da amministratore pubblico, rassegnando ufficialmente le dimissioni al primo cittadino barghigiano. Al suo posto, come da programma, ci sarà Giampiero Passini. Un rimpasto importante pur nell'esiguità dei numeri, ma soprattutto un ritorno, quello di Passini che, all'indomani delle elezioni amministrative dello scorso maggio, tutti avevano dato per scontato.
Anzi, per molti, l'epilogo che sarebbe dovuto avvenire sette mesi fa. Renzo Pia, 68 anni con un passato da dipendente Asl e sindacalista, da assessore all'istruzione, ha fatto la storia recente di Barga, comportandosi per tre lustri da diplomatico, nella sua veste di presidente della Conferenza dei sindaci per l'istruzione (carica che ricopre dall’ormai lontano 2000), che ha avuto il suo quartier generale proprio a Barga.
Dal 1999, anno del suo esordio nell'esecutivo varato da Umberto Sereni, di strada ne è stata fatta tanta: milioni di euro di fondi per le scuole della Valle, tanti investimenti nelle infrastrutture scolastiche, rapporti tessuti con tutte le componenti del mondo dell'istruzione, e amicizie nelle stanze dei bottoni. Il risultato, è sotto gli occhi di tutti. Però, di fatto, questo turn over era nell'aria da tempo.
La scelta di Renzo Pia, assessore esterno dal sindaco Bonini in questo secondo mandato, scatenò a suo tempo polemiche interne al Pd e al centrosinistra barghigiano. Le esclusioni dall'esecutivo di consiglieri con in dote centinaia di voti (per esempio Lara Baldacci e lo stesso Passini) non furono viste di buon occhio in molti ambienti locali, e anche dall'attuale opposizione guidata moralmente proprio da Sereni. Ma Bonini, con lungimiranza, ha difeso la sua scelta, consentendo a Pia e all'intero Comune di beneficiare dell'opera certosina compiuta in questi anni. L'ultimo, come raccontato pochi giorni fa su queste colonne, è stata la conferma ufficiale, da parte della Regione Toscana, degli stanziamenti destinati ai fondi Pez per 254 mila euro. Adesso, con queste manovre di rimpasto, cambieranno vorticosamente deleghe e pesi interni alla giunta municipale.
«Non è un addio, ma un arrivederci; ci sarò sempre per il bene di Barga e della scuola», ha detto Pia. La delega alla scuola è stata mantenuta dal sindaco, mentre Passini si occuperà politiche comunitarie, sviluppo economico, commercio e occupazione.
«Avevo chiesto a Renzo, all'indomani delle elezioni elettorali -spiega il primo cittadino Marco Bonini - una mano nel delicato settore della scuola per svariati motivi: il cambio di dirigenza all'Istituto Superiore d'Istruzione col pensionamento della dirigente Mannelli, l'avvio di una classe sperimentale ed infine, Barga era diventata la presidenza zonale dell'istruzione della Valle del Serchio. Il mio intento era la continuità ».
Non abbandonare Pia ha permesso, come detto da Bonini, di portare avanti il delicato lavoro fatto nel settore scuola di fronte alla suscettibilità di genitori, insegnanti, dirigenti. «Tengo a ringraziare tutti quanti hanno lavorato e collaborato con me in tutti questi anni - ha precisato l’ormai ex assessore- mi renderò sempre disponibile per consigli e domande».
Pia, infine ha tenuto a ringraziare anche Umberto Sereni che a suo tempo lo volle ed anche Bonini che nel suo primo mandato non rinunciò alla sua presenza a palazzo Pancrazi.
Quale lo scenario futuro? «Gli assessori da sette nel precedente mandato, oggi sono cinque, dobbiamo rimpiazzare il posto di Pia», ha spiegato Bonini che ha poi precisato che non sarebbe stato possibile dare la scuola a Passini perché il nuovo assetto di giunta, per un migliore lavoro, è stato deciso in base «alle caratteristiche personali e professionali di ogni figura che la compone».
«Ci sono stati momenti critici dopo le elezioni -spiega infine Giampiero Passini- ora si apre un capitolo nuovo: la nuova delega che mi è stata data, sarà anche un modo per chiedere l'aiuto di tutti per percepire fondi europei freschi e andare incontro alle critiche esigenze economiche del momento”.
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