Il dolore
Conflavoro a tutela dei piccoli
Alla nuova associazione aderiscono già in provincia 850 aziende
LUCCA. Rappresentare, tutelare e promuovere le piccole medie imprese. Sono questi i tre obiettivi della Conflavoro, l’associazione di categoria nata a Lucca nel 2010 che ha un tessuto di 850 aziende locali, una sede a Viareggio e una presenza diffusa in tutta italia con 69 sedi provinciali. Testa e motore di tutto questo è Roberto Capobianco, materano trapiantato a Lucca, che partendo dalle consulenze aziendali in materia di sicurezza e formazione ha creato un struttura che nel tempo è diventata un punto di riferimento per il tessuto imprenditoriale, fino a creare uno specifico settore specializzato nell’individuare le misure e le agevolazioni messe a disposizione dalla Camera di commercio. «Siamo partiti con l’obiettivo di dare un servizio qualificato e di non essere un costo per l’azienda – spiega Capobianco –. Poi l’idea di dar vita a una nuova associazione di categoria è stata una logica conseguenza. Rappresentiamo gli imprenditori e ci siamo uniti sotto il cappello associativo per combattere una guerra comune. Per noi le altre strutture associative non sono competitor, ma potenziali alleati coi quali vogliamo unire le nostre forze. E abbiamo scelto Lucca come sede nazionale dove abbiamo già organizzato il congresso italiano». Così Conflavoro oggi ha tre agenzie formative accreditate in Toscana, offre consulenze sui contenziosi in materia di lavoro e mette a disposizione il numero verde “pronto ispezioni” in caso di controlli da parte di Asl, ispettorato del lavoro, Inps o Inail. «L’azienda sa che è assistita in tutta la fase ispettiva e questo dà maggiore tranquillità agli imprenditori – prosegue –. In più per permettere alle aziende di sostenere i costi della formazione proponiamo i fondi interprofessionali, ai quali si può aderire versando lo 0,3% delle buste paga dei dipendenti». L’altro tema di cui parlare è sicuramente l’accesso al credito per le piccole e medie imprese. «Abbiamo selezionato la Cassa di Risparmio di San Miniato per un accordo sul microcredito che consente l’erogazione da 5 a 30mila euro per investimenti e scorte a un tasso che va dal 2,75% al 5%. Con Carismi poi abbiamo trovato un altro accordo per finanziare l’attività di consulenza per il marchio unico nazionale.
«Si tratta di una certificazione in grado di garantire al consumatore finale che un prodotto e interamente fatto in Italia. In pratica una persona entrando in un negozio con il suo smartphone può scansionare il QR code di un prodotto ricevendo un messaggio dettagliato al consumatore».
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