Il Tirreno

Lucca

I successi del falegname alchimista

di Flavia Barsotti
I successi del falegname alchimista

Lucca, impegno e determinazione alla base dell’innovazione vincente di Marco Del Moro

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LUCCA. «La scuola, nonostante i suoi difetti, crea dei soldati e non dei generali. Sono questi poi a doversi guadagnare i gradi sul campo e con le proprie forze». L’ha ripetuto una vita, alla figlia e ai nipoti, il cinquantottenne Marco del Moro, nella speranza che uno di loro potesse proseguire il suo lavoro di “falegname alchimista” alla Personal Legno. Invano ha cercato di coinvolgerli credendo che una ventata d’aria fresca, potesse portare un nuovo sapore alla sua attività. Eppure, i “suoi giovani”, come affettuosamente ama definirli, hanno scelto altre strade, lontane dal mondo del legno, quella passione divenuta, con il tempo, la professione della vita.

«Ho provato ad assumere altri ragazzi, ma il risultato è stato il medesimo. Oggi hanno poca forza di volontà – sostiene – mancano del coraggio di tuffarsi anima e corpo nel mondo lavorativo indipendente. In un momento come questo, guardano alla sostanza, al denaro immediato, senza investire, senza saper aspettare». Lo vuole gridare, Marco del Moro. Vuole svegliarla quella generazione «che – dice - troppo spesso va in cerca dei sentieri più semplici da praticare». Una scossa, quasi uno schiaffo in piena faccia, di quelli che fanno crescere, che riportano sulla retta via. Un modo per spronarli, questi aduli del futuro, per aiutarli a crederci, per insegnare ad alcuni di loro ad afferrare il testimone, a non tirarsi indietro, a non rifuggire sudore e fatica. Per questo racconta la sua esperienza di lucchese d’adozione ormai da 4 anni, trasferito per motivi personali dal Comune di Vicopisano a quello di Capannori, Pieve San Paolo. Aveva soltanto 13 anni, quando, i genitori gli trovarono quel modesto impiego in una bottega di un falegname della zona. Era poco più che un bambino, uno di quelli, però, che imparano in fretta, tanto che a vent'anni, la sua carriera da imprenditore nel settore poteva già dirsi avviata con l’esecuzione di semilavorati per mobili.

Quattro anni fa, la svolta. Dopo aver lasciato al fratello l’azienda di famiglia, decide di avventurarsi in un nuovo progetto, ripartendo da solo, in una nuova città, con un bagaglio carico di esperienze, con in tasca la speranza e la determinazione. Pochi finanziamenti per partire, giusto lo stretto indispensabile per superare i primi ostacoli. Da lì il passo più grande, quello di dare vita alle idee: tante, di quelle da mettere subito in pratica senza perdere tempo, di quelle per cui avere pazienza, per cui bisogna spendersi, all'inizio, se poi vogliamo raccoglierne i frutti. «E’ nato così il mio cavallo di battaglia – spiega – dopo tante prove fra le mura della mia bottega: un nuovo sistema di aeroabrasione, diverso da quelli tradizionali. Una pseudo-sabbiatura che, con inerti ecologici ed ecocompatibili, con un accurato controllo di profondità riesce a dare al legno un invecchiamento naturale, un aspetto antico e vissuto. Sono partito da zero all'inizio qualcuno mi ha snobbato, qualche altro mi ha preso a braccetto. Ma oggi, posso vantare di aver portato a termine importanti lavori per nomi prestigiosi».

A casa sua e nel suo laboratorio, tutto parla di lui, del suo amore per il recupero dei materiali, della sua fantasia nel trasformarli. «Per risparmiare durante l’operazione e riciclare il più possibile il Garnet, il minerale che utilizzo per il processo, mi sono costruito un sistema: un filtro che separa questo materiale pesante dalle particelle di legno, polveri e vernice. Insomma, mi sono inventato un mestiere e gli strumenti per metterlo in pratica, ho fatto una scommessa e l’ho vinta». Anche la “plastocera” idrorepellente, porta la sua firma. «Questa è stata una scoperta casuale – afferma –. Stavo lavorando ad un mobile e avevo per le mani una cera solida. Ho cominciato ad aggiungere miscele, a lasciare che una parte evaporasse, ad amalgamare bene. Spennellata sul legno, a differenza di qualsiasi altro prodotto, fa sì che non cambi colore. Completamente trasparente, crea una specie di pellicola finissima e non consente ai liquidi di entrare in profondità e di macchiare la superficie». Guarda con orgoglio, Marco Del Moro, i risultati dei propri sforzi. «La vita mi ha messo di fronte a dure prove, quelle che oggi mi hanno reso l’uomo che sono – conclude – per questo, vorrei essere un esempio, lanciare un messaggio ai giovani del “tutto e subito”.Non arrendetevi, lottate anche quando vi sentite soli. Buttatevi a capofitto, rinnovatevi, non sentitevi mai arrivati. Cercate sempre nuovi stimoli e vedrete che il vostro momento arriverà».

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