Il Tirreno

Lucca

tra innovazione e contestazione sociale

Uomo-tecnologia secondo Talenti

diPaola Taddeucci
Uomo-tecnologia secondo Talenti

Al Lu.C.C.A il nuovo libro del giornalista-scrittore

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LUCCA. Ha sperimentato sui linguaggi e nella vita. Da sempre. Come giornalista, imprenditore, poeta e scrittore. La versatilità espressiva fa parte del dna di Sergio Talenti, uno degli intellettuali più anomali del panorama culturale italiano. 68 anni, originario di Bagni di Lucca e residente in Versilia, ha avuto grande visibilità per aver dato vita nel 1994 a Video Music, la prima tv musicale d'Europa. Ma per quanto riguarda la sua produzione letteraria ha volutamente scelto di essere borderline, cioè fuori dal circuito che conta, non partecipando mai ad alcun premio. Sempre fedele, in questo, all'idea di innovazione e contestazione sociale di Lawrence Ferlinghetti e della sua beat generation, di cui negli anni Novanta Talenti è stato, di fatto, l'esponente italiano di punta con la pubblicazione di numerosi testi per City Lights, la mitica casa editrice di San Francisco. In Talenti lo spirito di quei tempi non è mai mutato. Lo si riconosce in “MiTo” , l'ultimo suo lavoro in versi e prosa, edito dalla casa editrice lucchese Maria Pacini Fazzi. Presentato in anteprima al Salone del libro di Roma nel mese di dicembre, il 9 febbraio approderà al museo Lu.C.C.A di via della Fratta per il primo di una serie di incontri-letture che lo stesso autore vorrebbe organizzare anche a San Cassiano di Controne, sopra Bagni di Lucca, luogo a lui molto caro perché paese natale del padre. “MiTo” è il secondo titolo di una trilogia iniziata nel 2009 con “Io sono il mese di ottobre” - un testo di poesie, molto ritmico e per questo caro a chi danza –, che Talenti concluderà con un terzo libro, attualmente in lavorazione. «La trilogia verte – spiega l'autore – sul rapporto tra l'uomo, il suo esistere e il contesto tecnologico molto avanzato, direi intrusivo, che non gli consente più di vivere in libertà». MiTo – acronimo che significa Milano+Torino – qui diventa una megalopoli della metà del 2100 dominata, appunto, da tecnologie estreme e intrusive e abitata da umani totalmente incapaci di comunicare. L'autore descrive ciò che accade intercalando prosa e scrittura poetica in una sperimentazione linguistica sicuramente complessa, ma che tuttavia non toglie niente alla percezione immediata dei contenuti. «Ogni lettore – scrive Walter Veltroni nella prefazione – si tufferà senza rimpianto in queste pagine, scoprendole periodo dopo periodo, verso dopo verso». In questa costruzione di parole e poesia che racconta l'immaginario, del resto, trovano ampio spazio le descrizioni di luoghi reali. Che sono i luoghi del cuore di Talenti: tra questi l'Orrido di Botri, con le sue leggende e i suoi fiori, e San Cassiano di Controne con la sua piccola pieve che ha ispirato all'autore una lunga e toccante poesia contenuta nel libro. «Spero di poter leggere quei versi – dice – in quella chiesa».

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