Il Tirreno

Lucca

Martini, più assortimento e nuove firme contro la crisi

di Paola Taddeucci

Innovazione e qualità nei capi proposti per mantenere e acquisire clientela Da 168 anni sei generazioni si alternano nella conduzione dello storico negozio

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LUCCA. Resistere è un verbo che non piace al negozio Martini di via Veneto. Né ai titolari né ai dipendenti, che pure resistono nel portare avanti una delle attività commerciali più antiche della città, nata quando ancora l'Italia non era unita e la strada si chiamava via Nazionale. Se ci sono 168 anni di storia e sei generazioni che si tramandano alla guida – il negozio fu aperto nel 1846 da Samuele Martini, trisavolo degli attuali titolari – non è merito, a loro giudizio, della capacità di resistere, quanto dell'abilità imprenditoriale, che ha saputo rispondere al calo di vendite verificatosi negli ultimi anni con proposte nuove e destinate a una clientela differenziata. «Più che resistere – dicono i titolari – siamo riusciti ad adeguarci, cogliendo i cambiamenti in atto senza mai perdere la caratteristica storica e anzi puntando su quest'ultima per promuovere il nuovo». La storia e l'immagine del negozio, dunque, come veicolo di promozione sia tra il pubblico di casa sia tra i visitatori stranieri: un equilibrio che, a detta dei titolari, funziona e permette di avere buone prospettive. «Concretamente questo significa – spiegano – non essersi mai fermati nell'assortimento dei capi, ma aver introdotto nuove firme e abiti adatti anche a una clientela giovanile. E' diffusa, tra chi non ci conosce bene, l'idea che Martini sia un negozio di lusso. Certo, da noi ci sono le firme più prestigiose e il classico, ma nello stesso tempo si possono trovare capi d'abbigliamento a prezzi più contenuti e rivolti ai più giovani». Oggi tra i loro clienti figurano ancora le famiglie bene della Lucchesia, quelle che una volta lasciavano il conto aperto per saldarlo a fine mese. «Una fedeltà – dicono i titolari – che si tramanda di generazione in generazione. L'unica differenza è il conto a fine mese, che non esiste più». Ma una bella fetta di pubblico è composta pure dai turisti che rimangono sicuramente affascinati dalla vetrina e dagli arredi in stile Liberty-Decò - risalenti al 1927, quando il negozio fu ingrandito -, ma si dimostrano interessati anche al vasto assortimento di articoli. Lo stesso succede ai tanti stranieri che hanno scelto di vivere in Lucchesia. E ai giovani, oltre all'offerta di capi adatti alle loro tasche, Martini si è rivolto sbarcando sui social network, che gli permettono comunque di arrivare a un più vasto pubblico. «La nostra pagina Facebook – informano i titolari – è costantemente aggiornata sulle novità in arrivo, sulle promozioni e sulle nostre iniziative». Tra queste ha avuto grande successo la liquidazione promossa prima di Natale in vista della ristrutturazione dei locali. Già, Martini cambierà qualcosa e questi lavori hanno molto a che fare con le buone prospettive di cui i titolari sono convinti. «Renderemo più funzionale il negozio – spiegano –, attuando alcune trasformazioni nella parte non vincolata e restaurando invece quella storica». L'intervento durerà per tutto il mese di febbraio. A fine mese è in programma un evento per festeggiare la riapertura. C'è tuttavia un aspetto per il quale ai titolari pare appropriato il verbo resistere. Ed è in merito ai parcheggi. «In questo caso è proprio il caso di dire – concludono – che si resiste. Si resiste nonostante manchi un parcheggio dentro la città: la madre di tutti i problemi che affliggono il centro storico e ne hanno determinato lo svuotamento e lo svilimento. Che cosa si aspetta a farlo alla Manifattura? Sarebbe perfetto: a pagamento solo durante il giorno, favorirebbe non solo noi ma anche i residenti».

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