Il dolore
Il picco d'influenza mette in crisi l'ospedale
Lucca: tanti ricoveri per le complicazioni respiratorie, l'Asl rinvia la ripresa della week surgery e utilizza anche i letti della chirurgia breve per i pazienti più gravi
LUCCA. Il picco d'influenza arrivato in anticipo, con un afflusso superiore alla norma al pronto soccorso,ha messo in crisi anche l'ospedale San Luca che ha dovuto bloccare la riapertura della chirurgia breve per destinare parte di questi letti ai pazienti, soprattutto anziani, alle prese con complicanze respiratorie anche gravi.
Una conseguenza legata al notevole calo delle vaccinazioni, che sono diminuite dal 70% al 50% della popolazione a rischio, a causa dell'allarme che si era creato proprio sui vaccini e che poi è rientrato.
Lo spiega il direttore sanitario dell'Asl 2 Lorenzo Roti, che interviene dopo che il problema era stato sollevato dalla segretaria della Funzione Pubblica Cgil Giovanna Lo Zopone.
"Il pronto soccorso - dice Lo Zopone - lavora sempre più a ritmi insostenibili, il maxi afflusso di utenti è divenuto l’ordinario i ricoveri si susseguono a ritmi incessanti. Il personale non si ferma un attimo, le barelle invadono i corridoi e i parenti che assistono i propri familiari, non hanno nemmeno una sedia per sedersi. Oggi i pazienti che non trovano posto nelle medicine vengono ricoverati nell’area chirurgica, chirurgia breve, lunga e week surgery.
"I pazienti delle chirurgie - aggiunge - non trovano più spazio per i ricoveri, perché ci sono quelli delle medicine, e quindi non potendo essere ricoverati, gli interventi chirurgici vengono annullati, quindi le sale operatorie si fermano e non svolgono le attività ordinarie, ma solo le urgenze (sempre che si trovino i posti letto disponibili). Il personale della Day Surgery e Week Surgery (i reparti di chirurgia breve) devono accogliere i malati delle medicine nonostante che non siano predisposti i turni per queste attività e quindi gli infermieri e oss non riposano da settimane".
Al San Luca ci si è quindi trovati alla prese con la medesima situazione che stanno vivendo altri ospedali toscani, da Prato a Pistoia, a Pescia.
"Il picco influenzale è arrivato in anticipo - dice il direttore sanitario Roti - e per di più nel periodo delle festività natalizie, quando alcune attività vengono ridotte e una parte del personale è in ferie. Per far fronte alle aumentate necessità di ricoveri abbiamo quindi deciso di utilizzare i letti della chirurgia breve, rinviando gli interventi programmati alla ripresa dell'attività, ovviamente quelli che non comportano conseguenze per la salute. Per garantire l'assistenza abbiamo dovuto richiamare parte del personale che era in ferie e devo dire che c'è stata grande disponibilità, a conferma di come i nostri operatori siano un punto di forza dell'azienda".
Roti spiega però che - contrariamente a quanto sostenuto dalla Cgil - non c'è stata alcuna riduzione di posti letto nell'area medica. "Da quando abbiamo aperto il San Luca - dice - i numeri non sono cambiati, c'è stata una rimodulazione che però non incide sul totale".
Ovviamente lo spostamento di interventi chirurgici non riguarda le urgenze e le patologie oncologiche, che hanno sempre la priorità.
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