Il Tirreno

Lucca

Gli allarmi non ascoltati e il filo rotto

Luca Cinotti

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Capita spesso, quasi tutti i giorni: in redazione arriva la protesta di un comitato, di un gruppo di cittadini, di un'associazione. E talvolta pensi che siano richieste esagerate, o che riguardino solo poche persone. Bene, non è il caso dell'allarme lanciato, da anni, sulla pericolosità dello Stradone di Camigliano, dove è stato falciato il povero Michael Petrini. Come raccontiamo in queste pagine le segnalazioni sulla strada dissestata, stretta, senza marciapiedi e poco illuminata erano arrivate copiose sui tavoli di assessori e tecnici del Comune di Capannori. Compresa una petizione, presentata circa un anno fa. Sollecitazioni che in gran parte sono rimaste lettera morta. Rompendo quel patto che dovrebbe regolare la vita in ogni comunità: chi ha una responsabilità verso gli altri deve (e non solo può) esercitarla per garantire, in primis, il bene e la sicurezza di chi quella responsabilità gliel’ha concessa. Un sottile filo rosso, che, in questo caso, è stato spezzato. Certo, i Comuni sono a corto di soldi. Ma questo rischia di essere poco più di un alibi in presenza di ripetute segnalazioni e allarmi, come a Camigliano. I cittadini hanno il diritto di non essere considerati solo elettori (o pagatori di tributi) ma anche di ricoprire un ruolo attivo sul territorio, di rappresentare le "antenne" di chi amministra. Il sindaco Luca Menesini ci ha detto che interverrà sulla strada maledetta: quando lo farà saremo lieti di riportarlo. Fino a quel momento, lo talloneremo da vicino.

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