Sicurezza
Più trasporto pubblico contro l’inquinamento
L’assessore Pierotti: «Puntiamo a spostare sul bus la maggior parte di traffico possibile. Dal piano di mobilità le indicazioni su come agire»
LUCCA. Nuove corse o nuovi servizi per le frazioni oggi quasi dimenticate dal trasporto pubblico? Si possono ottenere se, attraverso l’attesa e più volte rimandata gara regionale per il gestore unico, il Comune di Lucca potrà spendere parte dei fondi che già avrebbe a disposizione in bilancio. A spiegare i riflessi negativi, sui cittadini-utenti, del solito inghippo amministrativo-burocratico, è l’assessore comunale Francesca Pierotti, che ha tra le deleghe anche quella del trasporto pubblico.
«Il Comune avrebbe la disponibilità dei fondi per coprire i 2 milioni di chilometri annui delle linee urbane oggi gestite dal Ctt – dice l’assessore – ma, fino a quando non sarà stata espletata la gara regionale per il gestore unico, in realtà siamo costretti a non uscire dai parametri del contratto tra il nostro Comune e l’azienda dei bus. Mi rendo conto che il concetto sia difficile da afferrare, ma la situazione da cui stiamo uscendo è davvero complessa».
Provi a spiegarla.
«Nel 2005 fu Palazzo Ducale a gestire la gara per tutto il territorio provinciale. Al Comune di Lucca vennero coperti 2 milioni di chilometri per il trasporto urbano. Nel 2010 ci doveva essere la nuova gara, ma nel frattempo era intervenuto il decreto del governo Berlusconi che riduceva le risorse alle Regioni e da Firenze arrivò lo stop alla gara, in attesa della revisione generale del servizio di trasporto pubblico che la Regione voleva affidare con gara a un gestore unico. Di fatto siamo andati avanti in regime di proroga e per il Comune la situazione si è ulteriormente complicata quando la Provincia ha cessato di occuparsi della questione anche per conto dei Comuni.
«Con Lucca, in particolare, era sorto un contenzioso sul fatto che Palazzo Ducale chiedeva un piano del trasporto pubblico preciso e rivisto, mai arrivato da Palazzo Orsetti nonostante i solleciti».
Con quali conseguenze?
«Che dal 2011 al settembre 2012 il Comune ha dovuto accollarsi e provvedere autonomamente al mantenimento del servizio, pagato in pratica a pie’ di lista. La patata bollente è arrivata sul tavolo della nuova amministrazione Tambellini appena insediatasi, nella primavera del 2012. Subito è stata attivata la procedura per sanare il debito contratto per il servizio di 21 mensilità, con un costo per il Comune di due milioni di euro».
Ma l’amministrazione comunale non è riuscita dopo a ripartire sul pulito?
«Il rinvio della gara regionale ci ha imposto di raggiungere un accordo per la gestione del servizio nel 2013 con l’azienda di trasporto pubblico, in una situazione di ristrettezze sempre più pesante. Per il 2014 abbiamo cercato quindi di ottenere il miglior risultato, in termini di qualità del servizio, compatibile con i ridotti fondi a disposizione e spendibili in assenza della gara regionale».
Avete mirato a migliorare la qualità, ma la quantità ne ha risentito.
«Ne siamo consapevoli. Potremmo pagare i costi di 2 milioni di chilometri annui, ma senza la gara non ci è concesso di coprirli tutti. Abbiamo puntato su corse più frequenti e più appetibili per l’utenza con il circuito Lam, che sta funzionando e dando buoni ricavi. Ma ci rendiamo conto che pesano i tagli sulle corse per le zone più periferiche e lontane dalle fermate della Lam».
Non ci sono solo le proteste delle frazioni meno servite. Perché si continua a lasciare il cuore del centro storico senza la fermata soppressa in piazza del Carmine, proprio dove si vorrebbe recuperare e rilanciare il mercato?
«Posso assicurare che stiamo facendo di tutto per ripristinarla. Il problema è che l’azienda Ctt non avrà più nel parco mezzi bus delle dimensioni adatte per arrivare in piazza del Carmine e tornare indietro. Ma un’altra soluzione va trovata. Ci stiamo lavorando».
“Potenziare il trasporto pubblico per migliorare la qualità della vita e ridurre l’inquinamento”. Per l’amministrazione Tambellini è solo uno slogan?
«No, crediamo fermamente che vada spostato sui mezzi pubblici la maggior parte possibile del traffico urbano. Ma servono parecchie condizioni: in primo luogo un vero piano della mobilità, quindi la possibilità di arrivare a percorsi protetti, infine le infrastrutture che favoriscono l’interscambio tra i vari sistemi di mobilità».
Sia più concreta.
«E’ in corso di affidamento lo studio-analisi del traffico urbano che ci dovrà consentire una programmazione mirata e scientifica. Stiamo anche lavorando per pianificare la realizzazione di infrastrutture (ad esempio parcheggi anche per scooter e biciclette al coperto e controllati) che facilitino l’interscambio e la scelta del mezzo pubblico. Oggettivamente più difficile arrivare a percorsi protetti. Forse qualcosa si potrebbe fare sulla circonvallazione, ma per il resto gran parte della viabilità non ha nemmeno i marciapiedi».
Già, la circonvallazione. Da quando Capannori ha ridotto il transito dei Tir su viale Europa è sempre più ingolfata, per i bus i ritardi aumentano. Ma il Comune non può proprio far niente nell’attesa che, tra decenni, forse, si arrivi a qualche tratto di nuova viabilità esterna?
«Ci sono due ordinanze in cui il Comune chiude ai Tir la circonvallazione. Ma sono rimaste ferme in Prefettura...».
E le piste ciclabili? Anche per quelle si deve aspettare il piano della mobilità? E intanto non si potrebbe chiedere più solerti controlli perché non siano utilizzate come parcheggi per auto i pochi tratti esistenti?
«Siamo presenti nei bandi per i progetti della nuova pista ciclabile verso est e per quella nel parco del Nottolini. E andremo avanti con il tratto intorno alle Mura. Ma è vero che non siamo messi benissimo. Vorremmo anche potenziare i controlli sulle piste ciclabili, per far cessare il malvezzo di utilizzarle per la sosta delle auto.
«Ma dobbiamo tener conto che ai vigili urbani già si chiedono controlli su chi non paga il biglietto sui bus, sulle zone a rischio nel centro storico, sui rifiuti abbandonati in strada. Sarebbe necessario anche un maggior senso civico da parte della cittadinanza».
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