Il Tirreno

Lucca

Bricchette, i paletti del Comune

di Nicola Bellanova
Bricchette, i paletti del Comune

Tracciato il percorso per riprendere l’attività: fondamentale la rimozione dei rifiuti stoccati

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GALLICANO. Un processo a tappe, sicuramente costoso, e che garantisca in primis la sicurezza dei cittadini gallicanesi e non solo. Il sindaco di Gallicano, due giorni dopo il brutto incendio sprigionatosi nell'area dell'impianto di bricchettaggio in località Zinepri, e avendo ottenuto rassicurazioni da Arpat e Asl sulla non pericolosità per la popolazione delle emissioni dei fumi, ha deciso di usare fermezza e controlli serrati nei confronti della Css Energy, l'azienda che gestisce il sito.

Il primo cittadino, infatti, nella sua ordinanza sindacale emessa giovedì sera, traccia un vero e proprio percorso di scadenze e interventi da realizzare a breve termine. Si tratta, di fatto, di una vera e propria conditio sine qua non per il ripristino del ciclo produttivo da parte dell'azienda. I tempi, questo è certo, saranno brevi solo se ci sarà volontà di seguire il percorso indicato da Comune, Asl e Arpat.

Per sgombrare il campo da equivoci, l'impianto resterà chiuso sino a quando non verranno effettuati i relativi accertamenti e lavori al fine del ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene e protezione ambientale. Poi, è stato disposto lo sgombero immediato dalle aree di stoccaggio del prodotto finito denominato Css. Il problema più grosso, quello delle maleodoranze che da mesi flagellano gli abitanti delle due sponde del Serchio tra Gallicano e Ponte all'Ania, pone attenzione specifica sulla rimozione dei rifiuti stoccati nella fossa: a tal fine, David Saisi, che è stato sempre in contatto coi tecnici di Arpat, ha preteso una redazione e trasmissione urgente di uno specifico programma operativo per sistemare l'area, e conseguente smaltimento dei rifiuti della fossa entro due giorni dall'approvazione del Piano da parte degli enti competenti.

Gli interventi, quindi, sono totali. E naturalmente, lo smaltimento dei residui sprigionati dopo l'incendio, dovrà essere effettuato nell'arco dei prossimi trenta giorni, come anche gli impianti danneggiati dal rogo. Ma tutto il protocollo è finalizzato alla soluzione del problema della puzza sprigionata dal sito industriale di Zinepri. Perché, se ormai l'incendio è stato messo alle spalle, il presente racconta di un impianto fermo, ma il futuro è un ambiente senza emissioni. Perciò, come si legge nella parte del provvedimento, Saisi non farà sconti per tutelare i cittadini: «Bisogna garantire l'esecuzione di tutte le operazioni previste dalla presente ordinanza nel rispetto delle normative vigenti in materia di igiene, sicurezza e protezione ambientale nonché tramite l'adozione di tutte le misure necessarie per ridurre le eventuali maleodoranze. Si fa presente che i rifiuti stoccati nella fossa saranno rimossi in mancanza di impianto di abbattimento odori (danneggiati/distrutti dall'incendio). Siamo in attesa del Programma Operativo redatto dall'azienda ma comunichiamo che sicuramente lo spostamento dei rifiuti provocherà maleodoranze che si protrarranno per tutta la durata delle operazioni di sgombero». E la gente spera che siano le ultime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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