Il Tirreno

Lucca

All’Alfieri in scena la lucchese Perelli

di Paola Taddeucci

Domani sera alle 21 presenterà “Lucciole”, spettacolo da lei scritto e interpretato

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CASTELNUOVO. Da Jan Fabre alla commedia. Dai voli corporei e dell'anima con uno degli artisti più innovativi del teatro mondiale contemporaneo al linguaggio delle radici, il vernacolo. Giulia Perelli torna a casa. L'attrice e autrice lucchese, unica italiana nel cast degli spettacoli-evento messi in scena dal belga Fabre, si presenta per la prima volta nella sua terra, da dove è partita a 18 anni – oggi ne ha 30 – per studiare recitazione a Roma. Domani sera alle 21 sarà al teatro Alfieri con “Lucciole”, da lei scritto e interpretato. Completamente diverso dalle performance-maratona di Fabre – che durano anche otto ore - “Lucciole” è una commedia pop, adatta a tutti. Proprio l'esperienza lontano da casa ha fornito all'autrice lo spunto per la trama, anche se le situazioni non sono autobiografiche.

E' infatti la storia di Greta, una ragazza trasferitasi nella capitale per diventare un’attrice e tornata in Toscana un po’ per nostalgia e un po’ perché costretta dagli eventi. Con la sua amletica confusione interiore, si confronterà con ciò che ha lasciato: una famiglia stramba, il nonno semplice e saggio, gli amici rimasti in provincia, il ragazzo di cui si è ossessivamente innamorata e alcuni personaggi in cura da sua madre, psicologa, che della pazzia esprimono il lato più saggio e ironico. Queste persone, ma soprattutto la sua terra, il bosco dietro casa, i luoghi magici più vicini al cuore le faranno scoprire ancora una volta chi è e dove vuole andare. «Poiché – dice Perelli - certi luoghi pieni di storia ci parlano, facendoci ritrovare le nostre radici». Greta accetterà con ironia le sue mille paranoie e così crescerà senza perdere il suo personale modo poetico di vedere la vita. «Ho scritto questo lavoro – racconta – durante gli anni a Roma. Come spesso accade viaggiando, a distanza le radici culturali si fanno più chiare. E per cultura intendo il modo di parlare che con il suo particolare ritmo, cadenza, porta in sé un sentimento, un tipo di costuzione del pensiero che è causa e conseguenza del carattere culturale. Scrivere in toscano mi è servito per far fiorire dei semi che avevo dentro, quelli della mia cultura, che ha un tipo particolare di improvvisazione, una particolare ironia e tanta poesia». Con Andrea Vanni e le danzatrici della scuola Danza Arte, lo spettacolo inaugura la stagione Off del teatro Alfieri, organizzata da Alessandro Bertolucci con la sua associazione Experia.

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