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San Michele, scoppia la guerra dei pioli

di Barbara Antoni
San Michele, scoppia la guerra dei pioli

Italia Nostra: sono brutti, rimuoveteli. Secondo la Soprintendenza non solo il sagrato ma l’intera piazza va chiusa ai veicoli

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LUCCA. Italia Nostra li ha etichettati come «l’offesa a San Michele» e ne ha chiesto subito la rimozione. I commenti, sui social network (e non solo) poi, sono arrivati a pioggia: i due pioli metallici installati ai lati della rampa di accesso al sagrato di San Michele appena recuperato non piacciono a nessuno. Perché sono brutti, antiestetici, deturpano l’immagine di un sagrato tornato a nuova vita dopo anni di incuria e maltrattamenti, durante i quali le sue pietre antiche - le lastre della cava di Matraia e i blocchi bianchi di calcare, sono state sbriciolate dal passaggio di camion di varia stazza, dal montaggio e smontaggio di tendoni e banchi espositivi.

Già tre pietre rotte. Purtroppo, così risulta, i pioli si sono resi necessari, almeno in questa fase. Lo affermano sia la Soprintendenza che l’amministrazione comunale. Il problema è che appena il sagrato è stato riaperto, a novembre 2014, dopo un intervento di ripavimentazione durato quattro mesi e costato 275mila euro (di cui 175mila elargiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio) i camion hanno ripreso a passarci. Furgoni e furgoncini in centro per le forniture come camion per alcuni allestimenti. Risultato: in pochi giorni già tre pietre nuove di zecca erano state spezzate.

«La piazza va chiusa». Questione di rispetto verso la città che manca. È il tasto sul quale insiste la Soprintendenza, secondo la quale prima di procedere alla rimozione dei pioli sarebbe necessario che l’amministrazione comunaleripensasse gli accessi ad alcune zone del centro storico. Quanto a piazza San Michele, viene sottolineato dalle Belle Arti, la situazione ideale sarebbe quella di essere chiusa al transito di veicoli, di essere, in sostanza, solo pedonale.

«Martelleremo finché non toglieranno i pioli». Il tam tam sui social network sui piolini antiestetici in piazza San Michele inizia con un post di Italia Nostra. «Siamo in un’isola pedonale - dice il presidente Mannocci -, se non siamo buoni a impedire che i mezzi pesanti entrino sul sagrato di San Michele. Martellerò, come ho fatto per il semaforo di San Frediano: dopo dieci mesi è stato rimosso. Così farò per i pioli in San Michele. I cittadini debbano avere una risposta».

Nuove soluzioni allo studio. «C’è stata l’esigenza di restringere la rampa di accesso al sagrato - spiega l’assessore Giovanni Lemucchi -. Già tre pietre erano state rotte dal passaggio non autorizzato di furgoni e camion. Anche se la pavimentazione è nuova, è stata rifatta sulla falsariga di quella vecchia. Non ha massetti o altri rinforzi, è fragile. Stiamo valutando soluzioni alternative ai piolini».

«Va riorganizzata la logistica del centro». «Pensiamo anche noi - sottolinea la Soprintendenza - che i piolini vadano tolti. Sono stati installati perché andava significato che sulla piazza non si può accedere con camion e furgoni, e già ce ne avevamo visti diversi. Purtroppo abbiamo registrato che non si riesce ad arginare il comportamento di chi ha un permesso di accesso al centro. Il fatto negativo è di avere trasformato negli anni la piazza in un luogo in cui si poteva fare qualsiasi cosa. Ci vuole un filtro». Inizialmente, si era pensato alle catene in sostituzione dei pioli, ma anche sono state scartate: potrebbero costituire un ostacolo per chi si muove ad esempio con la carrozzella. La Soprintendenza torna sul fatto che «c’è ancora troppo traffico in piazza San Michele. Va discussa la possibilità di viaggiare in tutto il centro storico per chiunque abbia un permesso. In altre città i permessi sono delimitati per zone. Lucca deve fare un regolamento dell’uso del suolo pubblico, per piazza San Michele l’ideale sarebbe di renderla accessibile solo ai pedoni. Se avessimo un regolamento, potremmo ad esempio anche togliere la rampa davanti a palazzo pretorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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