Attenzione
Liberazione, ricorso per lo sfratto
L’associazione: «Disposti a trasferire il museo, ma vogliamo restare autonomi»
LUCCA. Contenzioso giudiziario destinato a durare anni, intesa per una sistemazione in altri locali con mantenimento dell’autonomia gestionale, rottura e trasmigrazione del Museo della Liberazione da Palazzo Guinigi ad altri siti o ad altri Comuni. Sembrano questi gli scenari dello scontro che si è aperto di nuovo tra amministrazione comunale e Associazione degli Amici del Museo della Liberazione dopo l’approvazione della delibera con cui il Comune ha revocato la concessione dei locali al piano terra di Palazzo Guinigi dove, per 20 anni, avrebbe dovuto rimanere il Museo.
«Intanto contestiamo i modi – dicono gli esponenti dell’Associazione, Franco Lombardi e Andrea Giannasi – abbiamo appreso dalla stampa di essere stati di fatto sfrattati. Nessuno ci ha né consultato, né informato. Non vorremmo che a Palazzo Orsetti qualcuno pensasse che i materiali e i documenti del Museo possano restare al Comune: le armi sono della Assoarma, ma tutta l’altra documentazione e gli altri reperti appartengono alla associazione. Molti sono di proprietà personale di alcuni di noi, altri arrivano da donazioni. E al Museo, quindi alla nostra associazione, appartengono anche i famosi 40 scatoloni di pubblicazioni e reperti che il prof. Gabrielli Rosi si portò a casa negli ultimi tempi perché non poteva più stare al freddo e all’umido in via Guinigi. Sono tutti catalogati, ma il Comune li tiene per sé».
L’Associazione intanto si rivolgerà al difensore civico, mentre prepara il ricorso al Tar contro la revoca. «Possiamo essere disposti a trasferirci in altri locali o piani del Palazzo, se la ragione della revoca sta nel fatto che il Comnune vuol realizzare la caffetteria bookshop al piano terra, ma è chiaro che vogliamo mantenere la nostra autonomia di gestione. Siamo anche disposti a collaborare con l’Istituto storico della Resistenza, ma non a farci annettere e a passare sotto la loro gestione. Se questo fosse il disegno, vuol dire che trasferiremo altrove, o in altro Comune, il nostro materiale per continuare la nostra autonoma attività. Siamo tutti volontari, non percepiamo un euro. Anche nel 2014 siamo stati aperti 28 giorni, registrando 15mila firme di presenza. Abbiamo partecipato alla Notte Bianca e alle iniziative per i Comics, ci siamo offerti anche di tenere pulito il giardino del Palazzo per aprirlo al pubblico. Ma se diamo fastidio, siamo pronti ad andarcene».
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