Il Tirreno

Lucca

Il sindaco: niente polo commerciale all’ex ospedale

di Marco Innocenti
Il sindaco: niente polo commerciale all’ex ospedale

Tambellini esclude centri commerciali e residenziali e conferma l’arrivo di attività socio sanitarie accanto agli uffici Asl, alla Questura e alle scuole

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LUCCA. «Non siamo matti. Conosciamo bene e teniamo nel debito conto la necessità di non creare nuovi quartieri satellite, di non mettere in contrasto tra di loro aree diverse della città. Sul recupero e la destinazione dell’area del Campo di Marte ho letto in questi giorni grida d’allarme che non hanno ragione di esistere. E anche commenti imbarazzanti, se si vuol tenere conto della realtà».

È colpito, il sindaco Alessandro Tambellini, da alcune reazioni agli “spunti di riflessione su una possibile strategia di riqualificazione” dell’area dell’ex ospedale. In particolare si sorprende delle paure di chi, a partire dalle associazioni dei commercianti, già fa le barricate contro la nascita di un nuovo mega centro commerciale a due passi dalla città, in cui i 750 negozi già si dibattono contro la crisi.

«Non è all’orizzonte alcun complesso che contenga gallerie di negozi o mega outlet o punti di grande distribuzione – assicura il sindaco, che parla consultando la documentazione e ascoltando le conferme che gli arrivano dall’assessore Serena Mammini –. Chi sostiene questo o non è informato o non ha capito. Non è stato commissionato alcun progetto per il recupero del Campo di Marte: abbiamo chiesto alla società Sinloc, esperta del settore, uno studio che prendesse in esame tutte le ipotesi di riqualificazione che indicassero i valori dell’area in base all’arrivo di specifiche e diverse funzioni. Uno studio asettico, che ci desse la possibiltà di comprendere bene quanto appetibile possa essere il quartiere in questione a seconda di cosa si decida di portarci. Volevamo un quadro preciso a 360 gradi e lo abbiamo. Adesso saremo noi a decidere il progetto giusto per le funzioni che riteniamo idonee. E tra queste non c’è l’arrivo di un nuovo centro commerciale, né di nuovi quartieri residenziali o di altri complessi con fini chiaramente speculativi. I commercianti e le loro associazioni possono stare tranquilli».

C’è confusione anche sulla proprietà dell’area e sulle destinazioni d’uso previste dalle norme urbanistiche.

«L’ho notato. Proprietaria del complesso immobiliare e della intera area del Campo di Marte, è bene ricordarlo, è l’Asl 2, cui appartengono anche le strutture di Maggiano e di Arliano. In base al regolamento urbanistico, oggi sarebbe possibile realizzarvi quasi di tutto. Ed è opportuno non dimenticare un accordo programma del 2005 in cui tutti gli enti interessati puntarono sulla “massima valorizzazione” del Campo di Marte al fine di recuperare i 23 milioni di euro previsti come parte dei fondi necessari per realizzare il nuovo ospedale».

Lei però ha sempre detto, sia come capogruppo dell’opposizione nel precedente mandato, sia come sindaco, che non permetterà speculazioni in quell’area che vuole mantenga la sua vocazione pubblica e che intende riqualificare come centro di servizi pubblici. Cambia qualcosa alla luce dello studio Sinloc?

«Assolutamente no. Confermo quello che ho sempre sostenuto: al Campo di Marte alcune funzioni saranno accettate, altre no. E’ vero, sono contemplate negli “spunti di riflessione” Sinloc, e così doveva essere. Ma posso assicurare che certe destinazioni d’uso non sono nemmeno prese in considerazione».

Difficile però pensare che la Regione rinunci a 23 milioni, e quei soldi sembra possano arrivare solo attraverso interventi di recupero speculativi. Il Comune sarà capace di resistere alle prevedibili pressioni che potrebbero arrivare da Firenze?

«Intanto faccio rilevare che dal 2005 il mondo mi pare assai cambiato, mercato immobiliare compreso. Speculazioni che all’epoca si potevano immaginare molto remunerative oggi non lo sono più, a partire dalla costruzione di nuove residenze e anche di centri commerciali, di cui Lucca è satura. Ma soprattutto ricordo che stiamo predisponendo un piano strutturale che punta tutto sullo stop al cemento, sul riuso, sulla riqualificazione delle periferie e del centro storico, in questo caso con il recupero di funzioni e residenza dentro le Mura, per far rifiorire la città. Nelle nuove previsioni urbanistiche davvero non c’è spazio per quartieri satellite a due passi dalle Mura. Presto avremo nero su bianco la proposta complessiva per la riqualificazione urbanistica complessiva: ci servirà anche per far capire meglio le nostre scelte alla Regione».

Centri commerciali e grande distribuzione no, nuova residenza nemmeno. Ma allora cosa diventerà il Campo di Marte?

«Pretendiamo che diventi un’area aperta e non più chiusa, riammagliata con il quartiere di S. Marco e S. Vito e con il vicino centro storico. Le funzioni che dovrà accogliere sono ribadite nel piano strutturale di prossima definizione e non sono in contrasto con quelle di altre aree della città. A nostro giudizio l’area è vocata ad accogliere servizi per la collettività, a partire da quelli nel settore socio-sanitario. Intanto credo che presto l’Asl 2 trasferirà al Campo di Marte le sue sedi amministrative e altre attività decentrate. Ma in previsione ci sono anche realizzazioni di housing sociale per anziani, accanto a servizi per la disabilità. A queste funzioni, possiamo aggiungerne altre che potrebbero essere portate dall’arrivo della nuova sede della Questura e della Polstrada. E anche di un polo scolastico in grado di offrire soluzioni adeguate a istituti oggi in evidente sofferenza fuori delle Mura. Su tutti l’Istituto Pertini che ha una parte delle classi ancora ospitate in un container. Proveremo anche a riportare a Lucca, in questa area, le sedi dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, finite a Guamo con scelte urbanisticamente incomprensibili».

Negozi, bar, esercizi pubblici: proprio niente allora?

«Se il nuovo Campo di Marte accoglierà tutte le funzioni di cui ho parlato sarebbe insensato escludere, ad esempio, che ci possa essere un bar di servizio all’utenza o un esercizio che offre articoli strettamente legati alle attività che si avranno nel nuovo Campo di Marte. Servizi di vicinato, che fanno parte di qualunque quartiere. Ma, ripeto, niente centri commerciali, supermercati o gallerie di negozi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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