Il dolore
Domani i funerali della bambina morta
L’autopsia non chiarisce i motivi della tragedia, ora si aspettano i risultati dei test tossicologici
CASTELNUOVO. Si svolgeranno nel pomeriggio di domani a Castelnuovo i funerali di Mia, la bimba di cinque mesi deceduta per arresto cardiaco in circostanze ancora da chiarire nell'abitazione dove viveva con la madre Jessica Grilli, 34 anni, e il padre Roberto Cellerini di 28, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorsi.
Al momento i genitori della piccina non sono iscritti nel registro degli indagati. Hanno ricevuto dal sostituto procuratore Salvatore Giannino il decreto di perquisizione domiciliare - i carabinieri nell’immediatezza del decesso della piccina hanno sequestrato siringhe, metadone e i vestitino sporco di vomito della bimba assieme ai pannolini usati - oltre all'avviso della nomina del consulente tecnico proprio in relazione a un atto irripetibile come l'autopsia.
Presente al riscontro diagnostico - svoltosi ieri mattina all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Pisa ed eseguito dagli anatomopatologi Chiara Toni e Vincenzo Nardini - il consulente della madre della piccina, il medico legale Marco Di Paolo delegato dall'avvocato Luigi Velani che assiste la donna mentre gli interessi del compagno sono tutelati dall’avvocato Cristina Marcucci. Stando ai primi riscontri l'autopsia non avrebbe chiarito le cause del decesso della piccola Mia. Nessun segno traumatico, nessuna anomalia clinica. Così il magistrato ha concesso il nullaosta per la sepoltura.
Secondo gli inquirenti per stabilire con esattezza come e perché è morta la bimba di cinque mesi saranno necessari i risultati degli esami tossicologici e dei prelievi sui bulbi piliferi attesi dalla procura nel giro di 45-60 giorni.
Intanto i carabinieri della compagnia di Castelnuovo, guidati dal capitano Paolo Volonté, sono a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali deleghe e supplementi investigativi. I genitori della piccola Mia sono già stati sentiti nell’immediatezza della tragedia che ha scosso la comunità della Garfagnana come persone informate dei fatti.
Da chiarire, tra l’altro, se i carabinieri e i servizi sociali che seguivano la coppia (la donna è ancora ai domiciliari per un furto commesso a novembre) avessero informato il tribunale dei minori di Firenze sullo stato psico-fisico dei genitori della neonata.
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