Il dolore
A Lucca una scuola per imparare a fare cinema
Partirà a settembre ed è stata ideata da Metropolis, che intanto continua la produzione di film e serie tv
LUCCA. Una scuola per imparare a fare cinema a Lucca, con i primi corsi già a settembre di quest’anno. Il progetto viene portato avanti da Metropolis, la casa di produzione lucchese che già si è fatta valere sia nel teatro (con “The Wall live orchestra”) che nel cinema, con la partecipazione ai più importanti festival mondiali. Ora una nuova scommessa, che parte da un punto fermo ben preciso: «Credo che questo sia un settore - spiega Emiliano Galligani, regista e presidente dell’associazione Metropolis - che in questo momento può creare posti di lavoro, anche nella nostra zona».
La scuola vuole insegnare i mestieri di chi sta “dietro” la macchina da presa: «Non insegneremo la recitazione - spiega Galligani - ma la regia, il montaggio, la fotografia, la produzione. La nostra intenzione è di realizzare un percorso di studio triennale, aperto sia a chi ha già esperienza, sia a chi ne ha poca o nessuna. Nelle nostre intenzioni il primo anno fornirà competenze su tutti i settori, poi ognuno si specializzerà». Contatti sono in corso con i Comuni di Lucca e Capannori, oltre che con le fondazioni bancarie: «Vogliamo realizzare qualcosa da offrire a persone di tutta Italia, con l’opportunità di avere delle borse di studio».
L’attività di Metropolis per il 2015, però, non si ferma alla scuola di cinema. Piuttosto, questa è un capitolo di un racconto che attraversa molte forme dell’espressione audiovisiva. A inizio febbraio Metropolis sarà al Festival di Berlino: un appuntamento ormai fisso, che vedrà la casa di produzione lucchese portare alla Berlinale il film “The Imago” in un nuovo montaggio, più corto rispetto a quello presentato lo scorso anno.
«Stiamo poi lavorando - prosegue Galligani - sulla realizzazione di “Verso Casa”, un nuovo lungometraggio e su un altro film “Wild Party”». Ma l’attenzione, in questo momento, è puntata in gran parte sul “fenomeno” delle serie televisive: «È qui - ragiona il regista - che possiamo trovare oggi grandi spazi creativi». E Metropolis ha deciso proprio per questo di cominciare a sviluppare “The Carriers”, la storia di uno psichiatra inviato dal Governo in un ospedale dove sono ricoverati alcuni pazienti con un tipo particolare di amnesia.
In generale, poi, Metropolis è attenta a tutto quello che si muove sotto il mondo del multimediale. Soprattutto se collegato con il web: «Proprio per questo crediamo che le serie possano essere il tipo di produzione più importante e con i maggiori sviluppi. Non parliamo solo della possibilità di fruirle su Internet, ma soprattutto sul fatto di tenere insieme la visione di un programma in televisione e la fruizione di contenuti a esso collegati che arrivano su uno di quei dispositivi (smarphone, tablet) che tutti abbiamo continuamente in mano, anche quando guardiamo la televisione».
C’è, infine, un punto fisso nell’attività di Metropolis: rappresentare un punto di riferimento per chiunque abbia un’idea da voler realizzare. «Chi ha un soggetto o una sceneggiatura - spiega ancora Galligani - sa che da noi le porte sono aperte. Noi valutiamo la sua idea e ragioniamo sulla possibilità di realizzarla. E, eventualmente, mettiamo a disposizione le nostre competenze».
Un modo anche per evitare un’ennesima “fuga dei cervelli”. Anzi, con la scuola di cinema, l’intenzione è quella di attrarre cervelli e - soprattutto - tanta creatività.
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