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Lucca

Palazzo Tommasi, vendita vicina

Palazzo Tommasi, vendita vicina

L’Agenzia del Demanio lo ha inserito nell’elenco degli immobili da cedere, torna l’ipotesi-hotel

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LUCCA. Un passaggio solo tecnico, almeno in apparenza. Che permette però di squarciare il velo sul futuro di palazzo Tommasi, il grande complesso di proprietà nell'Inail che da decenni sta andando in malora in piazza Santa Maria Forisportam. Poco prima di Natale, infatti, l'Agenzia del Demanio ha inserito l'edificio in un apposito elenco previsto da una delle norme (risalente al 2001) che prevede la vendita e la valorizzazione degli immobili pubblici. A questo punto - anche se ci saranno da far trascorrere i tempi tecnici - il destino sembrerebbe intravedersi, con il possibile conferimento a un fondo immobiliare (gestito dal pubblico) che si occupi di recuperarlo e - in un secondo tempo metterlo sul mercato.

Questo iter che è in partenza e che viene studiato da mesi (come il Tirreno ha più volte riportato) potrebbe risolvere il vero problema, cioè trovare qualcuno in grado di sborsare i soldi per rimettere in sesto il palazzo: secondo le stime dei tecnici dell'Inail, circa sei milioni per riportarlo agli antichi splendori. Durante lo scorso anno, la dimora da 4.700 metri quadri era stata inserita nel programma "Progetto valore" dell'Agenzia del Demanio: centinaia di beni appartenenti allo Stato o ad altri enti pubblici da dismettere. E, nel caso di palazzo Tommasi, da trasformare in un albergo. Difficilmente, però, si può pensare nell'attuale situazione economica di trovare imprenditori che si assumano il rischio di spendere milioni per acquisire e ristrutturare il palazzo (che ovviamente è vincolato dalla Soprintendenza) con la prospettiva di metterlo a reddito solo dopo qualche anno.

E allora ecco l'opportunità del conferimento in un fondo pubblico, possibile dopo l'inserimento nell'elenco pubblicato anche in Gazzetta Ufficiale. Sul mercato vi sono diversi strumenti di questo tipo, emanazione diretta sia della Cassa Depositi e Prestiti che del ministero dell'Economia. E già a fine 2013 il Demanio ha conferito a un fondo di Cdp una serie di immobili statali. In questa maniera la ristrutturazione dell'immobile sarebbe curata dal fondo stesso (con soldi, di fatto, statali) che poi lo metterebbe sul mercato "allettando" gli imprenditori con un immobile di lusso in pieno centro pronto da essere sfruttato dal punto di vista commerciale. L'opportunità che si profila, dunque, è quella di poter realizzare, in tempi medio-lunghi, un grande hotel proprio in mezzo alla città. Una scommessa, comunque: perché le condizioni di partenza non sono favorevoli (fra l'altro ci sarebbe anche il problema del parcheggio) e perché i grandi interventi immobiliari nel centro storico stanno segnando il passo.

Ma è altrettanto vero che ormai la visione di un edificio così imponente in stato di abbandono non è più sostenibile per l'immagine della città. E anche per la sicurezza dei cittadini, visto che in passato ci sono stati episodi di piccoli crolli, con l'intervento dell'Inail per la messa in sicurezza. Un destino triste per questo palazzo, che per tanti anni ha ospitato la sede Cisl e studi medici. Poi, dagli inizi degli anni Novanta, l'abbandono e tanti progetti naufragati: l'inserimento nel Prusst (il programma che fu l'"antenato" del Piuss), l'idea di una collaborazione con il Sant'Anna di Pisa, il tentativo dell'Inail di darlo in affitto a un soggetto che lo rimettesse in sesto e si vedesse scomputati i costi dal canone. Fino al "sogno" dell'Asl di farne la sede dei propri uffici direzionali.

Luca Cinotti

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