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Ok il rapporto tra Giglio e Colombini

Ok il rapporto tra Giglio e Colombini

Il patron della “Puccini e la sua Lucca festival”: «Dedichiamo al maestro il nostro teatro»

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LUCCA. «Quando ci sono competenze e professionalità condite dall’impegno e dalla passione si possono raggiungere risultati sorprendenti anche a basso costo. L’importante sarebbe affidare progetti e promozione a chi ha veramente l’esperienza e la capacità di gestire eventi di qualità che richiamino il grande pubblico in ogni momento dell’anno, incentivando turismo e cultura. Lucca sta perdendo troppe occasioni. Basterebbe mettersi intorno a un tavolo e decidere cosa fare per gestire al meglio una città che potrebbe vivere nel nome di Giacomo Puccini che dalla sua Lucca ancora non ha ricevuto i doverosi riconoscimenti. E il parere di chi, come noi, ogni anno porta a Lucca oltre 50mila persone per assistere ai concerti non è da sottovalutare».

E’ un ciclone Andrea Colombini, patron dell’associazione “Puccini e la sua Lucca Festival” mentre si gode il successo dei concerti del 23 e 31 dicembre al teatro del Giglio che hanno registrato il tutto esaurito. E a giorni arriverà l’encomio dell’ambasciatore italiano in Austria - che sarà reso pubblico - indirizzato al sindaco, alla fondazione Puccini, alla Camera di Commercio e alle fondazioni bancarie, per il concerto del 20 dicembre a Vienna replicato tre giorni dopo al teatro del Giglio. Applausi a scena aperta ai musicisti e ai dodici cantanti diretti dallo stesso Colombini che più volte si è girato verso il pubblico ringraziandolo per l’affetto dimostrato, condiviso anche con il coro di voci bianche della Cappella S. Cecilia diretto da Sara Matteucci.

«Se il concerto viennese mi ha entusiasmato, quello di Lucca mi ha reso ancor più felice, perché è stato l’occasione per dimostrare che in soli dieci giorni è possibile preparare un evento di rilievo a costo zero per l’ente teatro, grazie alla disponibilità di Stefano Ragghianti e Manrico Ferrucci, amministratore unico e direttore generale del Giglio, ma anche del personale del teatro», dice Colombini.

La risposta del pubblico è stata eloquente. Una serata riuscita, proposta da uno staff giovane e altamente professionale che da anni si fa in quattro per promuovere Puccini nel mondo. Una serata dove si è notata l’assenza delle istituzioni. «Si vede che avevano altro da fare, ma l’importante era il teatro strapieno di persone» ha commentato Colombini, ricordando che l’evento sarà presto disponibile in Cd e Dvd. I concerti hanno comunque segnato l’inizio del disgelo tra Puccini e la sua Lucca e il teatro del Giglio.

Work in progress quindi per un sodalizio nuovo ed efficace per il rilancio del brand Puccini che, secondo Colombini, dovrebbe coinvolgere anche realtà e sponsor internazionali. E, mentre tende la mano a Massimo Marsili, nuovo direttore della fondazione e al presidente della Camera di Commercio Giorgio Bartoli, avanza nuove proposte promozionali.

Che partirebbero dall’eliminazione dell’aereo all’uscita dell’autostrada da sostituirsi con una gigantografia di Puccini e la scritta “Lucca città di Puccini”. E poi proiezioni notturne dedicate al Maestro sui principali monumenti della città. Ma anche l’intitolazione del teatro a Giacomo Puccini.

Intanto presto Colombini potrebbe avere la rivincita sul Festival Puccini di Torre del Lago. L’udienza è fissata per il 30 gennaio, si saprà se finalmente si potrà chiudere un contenzioso iniziato 10 anni fa che, dichiara «mi ha costretto a un’assurda gogna mediatica con immensi danni professionali e personali che dovranno essermi risarciti».(r.l.)

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