Sicurezza
Caso Safill, la procura chiede 3 anni per Chiari
Nella requisitoria fiume per la presunta corruzione nell'ambito della riqualificazione delle Officine della Latta il pubblico ministero richiede 9 anni e 4 mesi complessivi per gli imputati.
LUCCA. Tre anni di reclusione l'ex super assessore Marco Chiari e due anni per l'ex segretaria generale del comune Tiziana Picchi con il primo accusato di corruzione e falso in atto pubblico e la seconda di falso. E poi ancora un anno e sei mesi per l'ex direttore generale del comune di Lucca, Massimiliano Volpi e un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno per il legale rappresentante Safill, Alberto Baraldi e il geometra e consulente Safill, Franco Giorgetti. Tutti accusati di corruzione. Assoluzione per non aver commesso il fatto per l'ex rappresentante Safill, Umberto Pera, anche lui finiti nei guai per corruzione, mentre, in base alla legge sulla responsabilità degli enti, richiesta una sanzione pecuniaria di 200mila euro alla Safill srl di Massarosa rappresentata da Alberto Fontana.
Queste le richieste del pubblico ministero Fabio Origlio al termine di una lunga e articolata requisitoria al processo - ormai giunto alle battute conclusive - per la presunta corruzione legata alla vendita alla Safill dei 65 posti auto a un prezzo ritenuto di favore. Una vendita che, per l'accusa, avvenne attraverso l'impegno dell'allora super assessore, il geometra Marco Chiari, che, in cambio, avrebbe ottenuto in affitto a un prezzo vantaggioso un ufficio del complesso dove ha svolto sino al 2013 la sua attività professionale. Per i carabinieri e la procura le responsabilità di Chiari si evincerebbero anche da una telefonata con la ex segretaria comunale nella quale gli chiede di metterlo assente nella seduta dell'8 marzo 2011 relativa alla delibera di rinuncia da parte del comune di Lucca alla costituzione di usufruttto dei parcheggi della società Safill. Chiari ha sempre negato l'addebito sostenendo di non aver guadagnato "neanche una cena" e ribadendo di aver favorito con il suo intervento l'amministrazione comunale "che aveva l'esigenza di far cassa" e di aver "rifilato un pacco alla Safill".
Il processo davanti al collegio (presidente Valentino Pezzuti a latere Billet e Fantechi) è stato rinviato al 20 gennaio quando proseguiranno le arringhe della difesa. La sentenza è prevista per inizio febbraio.
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