Attenzione
Il Pd: concessione di 25 anni per le terme
Secondo i democratici il periodo di 50 anni richiesto dal gruppo Lapolla andrebbe contro leggi nazionali e regionali
BAGNI DI LUCCA. Sì a investimenti che portano posti di lavoro, ma no alla concessione di 50 anni. Resta ferma la posizione del Pd che intende svolgere una funzione di controllo sulla base degli elementi che ha in mano per verificare la legittimità della durata della concessione in merito al progetto del rilancio termale. Il partito di opposizione si concentra intanto sugli aspetti legislativi, sostenendo che per Bagni di Lucca un grande investimento deve avere maggiori garanzie a tutela dei posti di lavoro, della amministrazione (a cui si chiede un lavoro oculato anche per tutelare i sindaci che verranno) e dello stesso investitore che mette in gioco grosse somme.
Sebastiano Pacini, segretario locale del partito, ribadisce di non essere contrario all'investimento pur non vedendo proponibile la durata di 50 anni per la concessione: leggi alla mano, a suo giudizio, può essere affidata per un massimo di 30 anni. Ciò non toglie che il Pd resti favorevole ad ogni investimento che arriva per valorizzare il territorio di Bagni di Lucca, salvando i posti di lavoro. Ma per il partito di opposizione per raggiungere questi obiettivi, come spiegano i suoi esponenti, occorre un lavoro di squadra che è venuto a mancare nella valutazione questo progetto, «un metodo che dovrebbe essere sempre presente quando si tratta di grandi opere e importanti investimenti».
Pacini fa allora presente che anche in altri grandi stabilimenti termali la durata delle concessioni è in genere sui 25 anni e si sofferma sul fatto che non ci sia stata una gara pubblica: «Non c'è stato alcun bando di appalto – continua – quindi sono stati di fatto esclusi altri potenziali investitori, dal momento che c’è stata stata una vendita diretta dal gestore delle terme, Mazzei, al gruppo Lapolla».
Altro problema secondo il Pd emerge anche dalle condizioni della strada che porta alle Terme che, come ha dichiarato l'investitore, è l'unica impegno che viene richiesto alle casse del comune per la ristrutturazione: che tipo di investimento occorrerà, chiede il Pd, per poter far passare in sicurezza gli autobus che dovrebbero scaricare i clienti nella piazzetta delle Terme?
Lorenzo Federighi insiste poi sul fatto che la concessione per 50 anni non è possibile in base alla legge regionale. Esiste anche un decreto legislativo (152/2006), ricorda, secondo il quale le acque sono demaniali e la loro concessione non può eccedere dai 30 anni (articolo 144). La concessione di maggior durata sarebbe possibile in presenza di beni non demaniali. Il tempo inoltre deve essere congruo al piano finanziario in base alla legge 38/2004 che, ribadisce Federighi, indica chiaramente che il tempo non può superare i 30 anni. La proposta che lancia il Pd è allora una concessione che vada dai 20 ai 25 anni, con opzione di rinnovo a tutela dell'imprenditore e anche della amministrazione e dei posti di lavoro: una scelta inattaccabile sotto il profilo giuridico e tale da non far ricadere contenziosi e danni sulle future amministrazioni. «Non è intenzione del nostro partito – hanno però tenuto a precisare gli esponenti del Pd – creare allarme sul territorio. Mettiamo sempre come priorità la salvaguardia dei posti di lavoro. No alla fuga di lavoro dal territorio, ma grande attenzione anche a valutare ogni situazione a garanzia proprio di questi posti». Il Pd ha messo poi in evidenza l'assenza della segretaria del Comune all'incontro che si è tenuto alle Terme per la presentazione del progetto: a lei il partito chiede le dovute verifiche prima di firmare gli atti. Alla conferenza stampa erano presenti anche Umberto Bartoli e Paolo Peruzzi, il quale continua a esternare seri dubbi e perplessità su quanto possa essere congruo l'investimento.
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