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l’inchiesta

Italia Digital, dopo i conti stop alla vendita della casa

di Luca Tronchetti
Italia Digital, dopo i conti stop alla vendita della casa

Lucca, la polizia postale ha oscurato il sito e assieme alla finanza ha trovato i documenti legati al preliminare di vendita di un appartamento acquistato dagli indagati

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LUCCA. Sono ormai oltre 200 le denunce presentate a polizia (60), carabinieri (140) e direttamente all’autorità giudiziaria (una ventina) in relazione alla truffa a carattere nazionale che vede al centro dell’inchiesta l’azienda Italia Digital con sede legale a Salicchi e negozio in via di Tiglio all’Arancio entrambi ormai chiusi. Nella rete sono finiti anche alcuni ignari militari di stanza a Milano, Bologna e Sesto San Giovanni che hanno acquistato materiale informatico attraverso gli annunci sul sito web. Tutti gli esposti-denuncia attualmente vengono convogliati sul tavolo del sostituto procuratore Giuseppe Amodeo che con la collaborazione della polizia postale e delle telecomunicazioni sta portando avanti l’inchiesta che al momento vede iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di truffa aggravata Daniela Simonetti, 48 anni, residente a Lammari, amministratrice di Italia Digital e il compagno Gianfranco Ciampi che, per l’accusa, è la mente dell’operazione.

L’origine dell’inchiesta. L’indagine parte un paio di mesi orsono dalla polizia postale di Lucca. E lì che arrivano le prime segnalazioni. E visto che a livello informatico la polizia postale non è seconda a nessuno l’inchiesta è stata seguita in modo certosino dalla dottoressa Di Lauro e dai suoi uomini. Originariamente gli acquisti sul sito web Italia Digital (che la polposta ha oscurato nel corso del blitz di San Silvestro) andavano tutti a buon fine e il denaro incassato al ricevimento della merce finiva su un conto corrente bancario. Verso la fine di novembre, stando all’accusa, quando la merce non veniva consegnata e gli acquirenti non rientravano in possesso dei soldi spesi Italia Digital sul sito aveva comunicato di avere difficoltà nella spedizione di pc, notebook e stampanti tranquillanzando la clientela. In realtà - secondo gli accertamenti di polizia e finanza - il primo conto veniva gradualmente svuotato e il denaro veniva fatto confluire in altri 5 conti correnti accesi su altri istituti di credito.

Sequestro preventivo. Intuito il meccanismo l’autorità giudiziaria ha deciso di intervenire. Il pm Amodeo ha chiesto e ottenuto dal gip un sequestro preventivo dei conti correnti riconducibili ad Italia Digital. Sono stati recuperati almeno 130mila euro durante il blitz congiunto polizia-finanza allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre.

Appartamento da vendere. Tra le carte acquisite è stato rinvenuta documentazione legata al preliminare di vendita di un appartamento in Lucchesia che era stato acquistato poco tempo prima per la procura forse con i soldi delle vendite on line. Gli inquirenti sospettano che i proprietari volessero disfarsene monetizzando e facendo sparire i soldi.

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